[Fumetti Erotici] Jacula (1969)

JaculaMi è capitato di poter leggere alcuni numeri di una celebre testata del fumetto erotico italiano: “Jacula”. Un nome che davvero è tutto un programma…
Invece mi sono trovato di fronte una storia buona e ben scritta ma decisamente in controtendenza a quello che le copertine pruriginose fanno pensare. Dopo aver letto qualche altro numero, ho notato sì un crescendo in efferatezza e nefandezza del personaggio, ma siamo davvero lontani dalle disinibite perversioni di altre testate, molto meno famose di questa.

Per raccapezzarmi sul fenomeno Jacula, mi affido al fascicolo dedicato al personaggio quando la Hobby&Work l’ha inserito nella collana “Fumetti 3D Collection” (che sto presentando nel mio blog Myniature):
«Tra il 1962 e il 1967 avviene una rivoluzione quasi copernicana nel mondo del fumetto italiano: dapprima l’incontenibile, per quano effimera, esplosione del fenomeno dei pocket neri e in seguito la diffusione (di più lunga durata) dei tascabili erotici, portano a una parziale modifica del target di riferimento delle produzioni editoriali a fumetti. Anche a livello organizzativo, la nuova situazione agevola alcuni mutamenti per far fronte alla realizzazione di un così elevato numero di tavole, prende piede, più che in passato, la formazione di studi dove uno o più autori “carismatici” si circondano di colleghi, ma anche di giovani e promettenti autori, in modo da poter realizzare molte tavole e garantire agli editori che ampliano il loro catalogo l’uscita regolare periodica in edicola.»

A quanto pare lo Studio Rosi, fondato da Sergio Rosi, si occupa di Jacula, «personaggio che, creato dal giornalista ed editore Renzo Barbieri e dallo sceneggiatore Rubino Ventura, che ne scrivono inizialmente i testi, viene sviluppato graficamente da due autori dello studio Rosi: Giorgio Cambiotti (che si occupa principalmente delle matite) e Massimo Belardinelli (che ne cura il ripasso a china).»

Jacula2La storia del personaggio è semplice. Nel 1835 Jacula vive con la madre nel paesino di Zalau, in Transilvania: dove se no? Si salva da un tentato stupro ma dà fuoco alla casa per errore e le muore la madre; diciottenne orfanella chiede ospitalità al conte Kurt Sontag solo per scoprire che è stato lui a tentare di stuprarla: mentre sulla tomba della madre medita vendetta, dal loculo accanto sorge un vampiro che la morde. Da quel momento Jacula è una vampira, che può muoversi anche di giorno grazie ad un ritrovato dello zio Verdier, che le è anche compagno di viaggio.

La testata “Jacula” esce in edicola dal marzo 1969 al settembre 1982, ed è comprensibile che in tutto questo tempo possa cambiare e percorrere strade diverse. Da storie davvero caste e da educande si passa tinte decisamente più forti, come quando per liberarsi da un ragazzino impiccione Jacula lo uccide, lo taglia a pezzi e lo scarica nel WC: la vignetta della donna che getta nel water la testa di un ragazzino è davvero inquietante, ma sono davvero parentesi rare.
Sono comunque storie ben scritte e attuali più che mai oggi, in un mondo di vampirelli adolescenti che pensano solo all’amore, ma dalla fama del personaggio – e da quel nome! – mi aspettavo molte più scintille…

L.

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