Hulk Grigio

HulkGrigioBoh, sicuramente sarò io il problema, non sono cresciuto con i “geni fumettosi” giusti, ma questo “Hulk Grigio” – Collezione 100% Marvel n. 20, settembre 2004, traduzione di Pier Paolo Ronchetti – di Jeph Loeb mi è stato davvero indigesto.

Non per i disegni di Tim Sale, davvero spettacolari e stupendi, una gioia per gli occhi ad ogni vignetta, ma per la storia delirante e ridicola, una rivisitazione in grigio del mitico incidente che ha generato Hulk: però il grigio serve solo a mascherare l’ennesimo sfiancante reboot. Ma possibile che la Marvel non resista a riscrivere quanto già scritto?

C’è l’incidente che tutti conosciamo, che abbiamo visto mille volte in TV, al cinema e nei fumetti, in decine di versioni diverse, ma stavolta con personaggi che non si sa manco chi siano: curiosamente la Marvel riscrivve cento volte la stessa storia, pensando così magari di acchiappare pubblico nuovo, ma ha problemi a buttare in mezzo personaggi che non si sa chi cacchio siano, senza presentarli: come fossero tutti degli esperti enciclopedici dei miliardi di personaggi marveliani…
Comunque arriva Hulk, è grigio, rompe tutto e si lancia in ridicole minacce col buffonesco generale lì, come si chiama?, quello coi capelli grigi. Parole e parole inutili e fastidiose come una sciarpa d’agosto, e ovviamente la totale inconclusività… Boh, sarò io…

L.

2 commenti

  1. In realtà non è un reboot ma una rinarrazione in chiave intimista delle prime storie del Golia Verde perchè all’inizio il personaggio era grigio (la colorazione fu poi cambiata in verde perchè il grigio creava problemi con la stampa). Questa storia fa parte di un ciclo realizzato da Loeb e Sale che rinarrava storie classiche con un tono nostalgico intimista.

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    • Sì, sì, è spiegato bene nell’intro, ma devo essere io proprio allergico a queste marvelate, perché il risultato finale è solo la stessa storia che ho visto e letto mille volte, con elementi diversi che trovo indigesti.
      Dal punto di vista grafico tanto di cappello, davvero disegni meravigliosi e stupefacenti, ma è lo stile narrativo marvel che proprio mi urta, con la sua totale inconcludenza: visto però che parliamo di fumetti amati in tutto il mondo, è ovvio che sono io il problema 😛

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