Cover di David Palumbo
Cover di David Palumbo

Continua il ciclo di storie intrecciate fra varie testate della mitica Dark Horse Comics: Prometheus, Aliens, Predator ed AvG (Alien vs Predator) ci guideranno fino all’anno prossimo nell’universo narrativo chiamato “Fire and Stone”. Dubito che ci sarà una edizione italiana dell’opera, per cui seguirò le storie in lingua originale raccontandovele qui ogni domenica.
Oggi è il turno di “Prometheus. Fire and Stone 2”.

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Data astrale: 14 gennaio 2219. Luogo: LV-223, una delle tre lune del pianetoide Calpamos nel sistema Zeta 2 Reticuli, lo stesso dove nel 2179 sono naufragati i superstiti di Hadley’s Hope guidati da Derrick Russell (come abbiamo visto in “Aliens. Fire and Stone 1”) e dove ora il capitano Angela Foster sta guidando una missione per scoprire cosa sia successo a Lord Peter Weyland quando atterrò qui nel 2093, come visto nel film Prometheus di Ridley Scott.
Dopo aver lasciato gli uomini della Weyland-Yutani davanti all’astronave dei naufraghi di Hadley’s Hope, in Prometheus. Fire and Stone 1, è il momento di vederli… morire!

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Prometheus. Fire and Stone 2 si apre con l’apertura di una nave piena di Aliens che, per loro natura, non sono proprio creaturine socievoli. Non servono molte vignette perché dei molti uomini della Compagnia non ne rimangano molti. Alcuni sono aggrediti dai facehugger (per i neofiti, sarebbe quel granchiaccio che inserisce il fuco alieno nello stomaco delle vittime) altri cadono nel mare alieno… pieno di squali alieni! (Una trovata grafica davvero di grande effetto, stupenda!)

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Mentre il capitano Foster riesce a riportare quasi tutti i suoi uomini sulla nave, rendendosi conto che due sono rimasti sul pianeta alieno organizza una missione per recuperarli. Saranno invece proprio loro a contattarli dal luogo dove hanno trovato riparo: una grotta evidentemente abitata  da un essere umano… un certo Derrick Russell!

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L’aggancio con l’ingegnere protagonista di Aliens. Fire and Stone serve per informare i nostri eroi, ottant’anni dopo,  che lo strano liquido nero (visto anche nel film di Ridley Scott) è un accelerante… «universe-changing Material», roba che modifica l’universo…
Il film Prometheus finiva con la nave aliena che crollava su LV-223 e, nel frattempo, il liquido nero è fuoriuscito e da una luna morta ed arida ha creato un ecosistema florido.
Ci sono possibilità illimitate per quel fluido miracoloso… perché allora non provarle su un essere umano? Mentre nel relitto alieno (sì, proprio quel celebre relitto alieno conosciuto con il primo film di Alien) gli uomini di Foster trovano uno strano fucile, i due superstiti nella grotta di Russell sperimentano ciò che non andrebbe mai sperimentato…

Spettacolare secondo numero di una saga che si dimostra molto più bella di quanto pensassi.

L.

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