CimiteriaIl 10 maggio 1977 arriva in edicola il primo numero di una nuova testata del prolifico (e dimenticato) mondo del fumetto erotico italiano: “Cimiteria”.
Prima ancora di lanciare Sukia, la Edifumetto di Renzo Barbieri presenta questa frizzante serie che prende vita… in un cimitero.

Agli inizi del Novecento tutti gli abitanti di un paesino di campagna a nord di Londra si divertono a picchiare e dileggiare il povero gobbo Quasimodo, probabilmente un omaggio al celebre omonimo protagonista del Notre Dame de Paris di Victor Hugo.
Schifato dall’umanità, essendo custode del cimitero il buon gobbo ama intrattenersi con i cadaveri di giovani donne morte “fresche”: di giorno le seppellisce e di notte, dopo il funerale, le riesuma e se le stropiccia ben bene.

Quasimodo riesuma Cimiteria
Quasimodo riesuma Cimiteria

Un giorno si imbatte in una giovane donna dalla bellezza dirompente, che subito ribattezza Cimiteria: sarebbe davvero bello se la ragazza tornasse in vita e il gobbo potesse amarla in modo più completo.
Caso vuole che passa per il cimitero John Finimore detto Il Mago, testé sfuggito ad un linciaggio dei paesani: basta poco perché l’uomo organizzi un rito satanico perché il demonio riporti in vita la donna. (Mediante elettrodi infilati in ogni orifizio…)
L’esperimento sembra fallire, ma nottetempo Cimiteria si sveglia e va a chiamare il gobbo Quasimodo: così finisce il primo numero – dal titolo “Meravigliose fredde membra” – di una storia davvero particolare.

Un mio incredibile omaggio inconsapevole a "Cimiteria"
Un mio incredibile omaggio inconsapevole a “Cimiteria”

Senza saperlo, un mio recente racconto sembra omaggiare questa collana, sebbene solo ora io venga a conoscenza di Cimiteria.
Ad ottobre il mio “Anita Nera” – terza avventura del mio personaggio Giona Sei-Colpi nel Risorgimento di Tenebra – racconta che poco prima di morire Anita Garibaldi subisce un terribile esperimento e si risveglia grazie ad un gobbo (che, guarda caso, prima l’ha sepolta). Questo mese ho presentato il mio spin-off della serie dal titolo “Voglio la testa di Garibaldi”, dove Anita si lancia nella sua vendetta aiutata dal gobbo, in un rapporto a due che strizza molto l’occhio alla storia di Cimiteria.
Come dicevo non era mia intenzione omaggiare la collana della Edifumetto, ma ora che lo so mi diverte tantissimo scovare le similitudini e scoprire che il pulp ha percorsi simili accomunati solo dalla ricerca dell’intrattenimento a tinte forti.

L.

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