Terminator – Tempesta (1990)

Cover di Chris Warner
Cover di Chris Warner

Il 19 dicembre 1991 la Penta Video di Berlusconi portava in Italia “Terminator 2. Il giorno del giudizio” con una copertura mediatica che oggi farebbe impallidire. Speciali a manetta in TV, servizi su riviste e quotidiani e via dicendo: e per chi (come me) stravedeva per il robottone, era una manna dal Cielo.
In quel periodo arrivò nelle edicole la novelization a fumetti del film, uscita negli USA a settembre: sono quasi sicuro di averla letta prima di vedere il film al cinema (era il periodo in cui volevo sapere tutto e subito dei film: non c’era internet, quindi non era affatto facile!) tanto che una volta al cinema mi accorsi che mancava una scena, quella in cui Sarah Connor stacca il chip del Terminator e John la convince a non distruggerlo. (La scena identica è stata ripresa nell’episodio 1×02 della serie TV Sarah Connor Chronicles, riferita però al Terminator Cameron.)
terminator2Insomma, non ricordo altro del fumetto, né la casa italiana né la data di uscita, invece sono riuscito a conservare negli anni la pubblicazione che quel dicembre 1991 la bolognese Granata Press portò in edicola, come numero 1 della collana “Nova Comix” (diretta da Luigi Bernardi): “Terminator”.
Titolo secco, senza alcuna scritta né spiegazione, senza sottotitoli né editoriali: solo in un angolino interno potevi leggere “Terminator. Tempesta (parte prima)”.
Chi all’epoca leggeva il confusionario mondo Marvel magari era abituato ai casini infiniti dei fumetti americani, ma per un bonellide come me quella vaga vaghezza inquietava assai. Però non potevo resistere e comprai quello che – ho scoperto dopo – era il primo numero di una trilogia… mai completata in Italia!

Il grande John Arcudi (che l’anno successivo potei apprezzare nel mitico Predator: Big Game) ci porta nella Los Angeles del 2029 ed affida all’altrettanto grande Chris Warner il compito di ricreare il mondo apocalittico con l’umanità in guerra contro Skynet.
Sono passati tre mesi dal tentativo di John Connor di cambiare il passato (cioè, plausibilmente, le vicende del primo Terminator) ed ora un manipolo di soldati con a capo il colonnello Mary usano la macchina del tempo per un estremo tentativo: tornare nel passato e fermare il progetto Bellerophon, che porterà alla nascita di Skynet.
La Los Angeles del 1991 non è certo meno pericolosa, ma se non altro è così piena di svitati che un gruppo di soldati del futuro non avrà problemi a mimetizzarsi.
Ovviamente i T800 sono subito sulle loro tracce e “tornano” anche loro in città: inizia una caccia selvaggia e uno scontro senza esclusione di colpi.

Tre Terminator, disegnati da Chris Warner
Tre Terminator (HC875.S, C890.L, C850.D e I825.M), disegnati da Chris Warner

Tanta azione scoppiettante in vignette dinamiche con tanti testi incastrati qua e là. Tanti spunti, come per esempio I825.M: metà uomo, metà Terminator, usato come medico di campo dagli eserciti di Skynet ma che poi sceglie di passare con gli umani.
Bella l’idea che gli scienziati moderni del progetto Bellerophon abbiano messo le mani sui resti del primo Terminator, quello distrutto da Sarah Connor. Questo è un elemento che contrasta leggermente con la sceneggiatura di James Cameron per il secondo film, e fa pensare ad un prequel. Ma attenzione…

Io ho sangue archivista nelle vene quindi vado a spulciare gli archivi.
Terminator 2 [1991-12-19]Il 13 giugno 1990 la Carolco Pictures Inc. e la Tri-Star depositano il copyright, con validità retroattiva dal 22 maggio 1990, del materiale fotografico per il film Terminator II (con il “2” a numeri romani) basato su una sceneggiatura di James Cameron.
In realtà è già dall’agosto del 1987 che è depositata una sceneggiatura di John Wall per Terminator II e visto che questo autore rinnova il copyright nel 1989, dal 16 gennaio 1990 la Carolco specifica che ogni titolo con “Terminator” è suo!
Non sappiamo cosa abbia inventato questo John Wall, ma di sicuro la sceneggiatura di Cameron che abbiamo visto al cinema esisteva almeno dal maggio 1990: quando il successivo 1° agosto esce negli USA il fumetto The Terminator: Tempest, John Arcudi ha avuto modo di leggere il testo di Cameron? Ricordo che il film uscirà al cinema solo il 3 luglio 1991: quasi un anno dopo il fumetto.
Malgrado i personaggi e le situazioni del fumetto siano diverse dai film, gli uffici della Cyberdyne sono straordinariamente simili a quelli visti su schermo, inoltre scopriamo che i T800 venuti dal futuro aiutano gli scienziati di oggi a mettere le mani su qualcosa che farà procedere velocemente le conoscenze tecnologiche che porteranno a Skynet: cioè i resti del primo Terminator, quello ucciso da Sarah Connor nel film del 1984. Visto che nel film Terminator 2 gli scienziati hanno già quei resti, e non può essere un omaggio di Cameron al fumetto (visto che la sceneggiatura l’ha scritta diversi mesi prima) c’è da chiedersi se non si tratti di una convergenza creativa molto ghiotta. (O se, semplicemente, Arcudi tramite la Dark Horse non abbia avuto modo di leggiucchiare la sceneggiatura di Cameron.)

terminator_vol1Sfruttando l’eco del film, il 1° settembre la Dark Horse raccoglie in volume The Terminator: Tempest, con copertina di John Bolton; il 20 febbraio del 2008 entra a far parte nel grande volume The Terminator Omnibus, volume 1, che la nostrana MagicPress porta subito in Italia con il titolo The Terminator 1, in vendita dal 26 settembre 2008.
Questa che ho presentato è la prima edizione italiana, arrivata in edicola nel dicembre 1991 (insieme al film). Non è purtroppo specificato il nome del traduttore, quindi cito i redattori: Andrea Accardi e Giancarlo Carlotti. Invece l’edizione MagicPress è stata ritradotta da Michele Amadesi.

L.

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18 pensieri su “Terminator – Tempesta (1990)

  1. Francamente, della trasposizione a fumetti di Terminator 2 ricordo quasi soltanto la sua povertà in fatto di disegno (con l’inadeguato tratto di Klaus Janson non in grado ricreare – fosse anche solo in minima parte – né le atmosfere né tantomeno le sequenze clou del film, vedi ad esempio lo scontro finale con il T-1000)… assolutamente niente a che vedere con la qualità dell’opera di Arcudi e Warner proposta dalla Granata Press che, a differenza di quella dimenticabilissima novelization, conservo ancora dopo tutti questi anni.

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      1. Diciamoci la verità: doveva proprio essere brutta forte (così, per scrupolo, ho voluto rinfrescarmi la memoria con un giro veloce in rete. Tanto è bastato, nel ricordarmi perché faccio bene a non sentirne la mancanza)! 😀

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      1. Sono curioso… tenendo anche conto del fatto che, a parte ovviamente quello che è stato pubblicato da noi, le mie letture riguardo al resto della produzione oltreoceano sono assai limitate.

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