DeSade12Nel 1971 la Ediperiodici di Giorgio Cavedon – la grande casa concorrente della Edifumetto di Renzo Barbieri – presenta la collana “De Sade”, con questa frase di presentazione: «Fece del vizio una virtù e del male un piacere».
Ho trovato su bancarella questo n. 12 (4 novembre 1971), dal titolo che definire ammiccante è davvero poco: “La ragazza dei pàmpini” (occhio all’accento!)

Le inglesi non soddisfano de Sade
Le inglesi non soddisfano de Sade

«François Donatien de Sade lascia la Francia per non incorrere nella vendetta del principe di Hyeres al quale ha rapito la figlia per consegnarla a Quasimodo»: così si apre questo numero. E potete scommetterci la testa che Quasimodo è un gobbo… (Vi ricordate il protagonista di Cimiteria?)
Mentre Hyeres e sua figlia (restituitagli dal gobbo dietro lauto compenso) meditano vendetta, de Sade a Londra si annoia: le inglesi non sono così “calde” come le europee a cui è abituato… Quando però incontra Maddalena Cortazar, già apparsa in precedenti episodi, e scopre che la donna sta esplorando il lato masochistico della propria personalità… be’, sono fuochi d’artificio!

Un nome, un programma!
Un nome, un programma!

Scampato ad un attentato, de Sade ripara nella campagna inglese, dove conosce la rurale Mildred, che tutti chiamano “la ragazza dei pàmpini”. È naturale che una campagnola conosca le foglie di vite, ma ovviamente non è per quello che si è guadagnata il soprannome…

Occhio alla pecora!!!
Occhio alla pecora!!!

Tra scene di sadismo e intrighi rocamboleschi, il fumetto  è divertente e sembra più interessato ad effetti immediati che a una trama complessa che si dipana numero dopo numero.

L.

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