Terminator – The Burning Earth (1990)

Cover di Alexander Ross
Cover di Alexander Ross

Completata la serie di 17 volumi che NOW Comics dedica all’universo di Terminator – che ho presentato qui e qui – il discorso non è lo stesso finito: nel marzo del 1990 la casa dà il via ad una serie di cinque numeri dal titolo “Terminator. The Burning Earth”.
Lo sceneggiatore Ron Fortier e il talentuoso disegnatore Alexander Ross ci guidano nel più buio dei futuri.

Il futuro è bbuio!
Il futuro è bbuio!

Siamo all’incirca nel 2040, anni dopo gli eventi narrati nella precedente miniserie. Tim Reese, fratello di Kyle, è cresciuto ma è ovviamente sempre muto: la lingua gliel’ha tagliata il Terminator Goliath in uno degli ultimi episodi.
Skynet nel frattempo ha sterminato il 96,3% dell’umanità… insomma, ci sono rimasti ben pochi umani al mondo, eppure sono ancora disposti a rischiare la vita per distruggere il super-computer.
John Connor guida il suo manipolo di eroi sulle Montagne Rocciose, precisamente sulla Thunder Mountain dove è annidato Skynet, e il piano è semplice… spegnere la spina al supercomputer!

La vittoria è così importante da giustificare la perdita della nostra umanità?

Aurora, la prima Terminatrix
Aurora, la prima Terminatrix

Tra dilemmi etici e grandi sequenze di battaglie, va sottolineata la creazione per la prima volta di una Terminatrix: si chiama Aurora e la sua inutilità ai fini della storia è devastante. Ispirata a Cindy Crawford, sta solo lì per due vignette poi sparisce: peccato…

Mentre Skynet finisce al buio – perché anche i super-computer hanno bisogno di corrente! – e tutti i Terminator smettono di funzionare, John Connor non ha tempo per festeggiare: la missione per salvare la Terra non finisce mai. Altre storie NOW Comics ci aspettano!

L.

6 commenti

  1. Altra buona prova di questa casa editrice, direi (eh, sì, più si procede più devo constatare di essermi perse parecchie avventure terminatoriane, rimanendo su suolo italico 🙂 ) : storia interessante, nonostante lo spreco immediato della prima Terminatrix mai concepita (ridotta a semplice comparsa, forse perché non ritenuta così funzionale alla narrazione complessiva).

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  2. Quella delle Terminatrix è sempre stata un’occasione mancata: quelle rare volte in cui appaiono, non lasciano alcun segno. Possibile che un bravo sceneggiatore non riesca a tirarci fuori qualcosa?
    Comunque continua a seguirmi, in questi Mercoledì con Terminator, così ripasserai cose che già sai e magari scoprirai cose nuove ^_^

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    • Ti seguirò, ti seguirò 😉 In effetti, alle Terminatrix tutt’al più viene concesso il lusso di durare qualcosina prima di essere abbattute (meglio, terminate) ma non ci si preoccupa granché di caratterizzarle a fondo. Ecco, a questo proposito va riconosciuto che il terzetto Stradley/Richardson/Robinson ha riservato alla propria cyborg almeno un sospetto di crudele ironia (sogghigno ben reso da Gulacy nella sequenza del mozzicone di sigaretta…) ^_^

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