[Numeri 1] Guerra d’eroi (1965)

Guerra_d_eroi_1«Vi presentiamo una nuova collana settimanale di albi dedicata all’eroismo di tutti coloro i quali presero parte all’ultimo grande conflitto mondiale»: con queste parole un zinzinino altisonanti quel 28 maggio 1965 si presenta la testata “Guerra d’eroi”, destinata ad un luminoso futuro.
Costa 50 lire, come Nembo Kid, perché ha solo 68 pagine: nello stesso periodo Diabolik e soci “neri” ne chiedono 150 ma superano abbondantemente le cento pagine.

assedioQuesto primo numero, “La pattuglia dispersa”, ha un titolo che ha il forte sapore di un genere di storie molto amato nei periodi bellici, e virato spesso in chiave “d’assedio”. Mentre la Sergio Bonelli Editore tempo fa ne ha presentato una versione horror – nella collana “Le Storie”- per saperne di più sulle “pattuglie perdute” al cinema vi invito a scaricare liberamente il mio saggio gratuito “Dieci contro mille. Il grande cinema d’assedio”.

«In pochi minuti, i grossi pezzi campali avevano già vomitato tonnellate di acciaio verso le posizioni nemiche».

Un linguaggio un tantino troppo tecnico vorrebbe dare al lettore l’impressione di star leggendo qualcosa di “adulto”, non guerra di bottoni ma storie dure di vere battaglie, con vere armi e veri morti. Non so quanto abbia convinto i lettori dell’epoca, ma se da un lato la prima volta che ho letto un albo di “Guerra d’eroi” (nella seconda metà egli anni Ottanta) lo feci perché mio padre mi disse che “ai suoi tempi” era stupendo, dall’altro lo trovai sì convincente ma non fui per nulla spinto a proseguirne la lettura. Però non ne faccio una colpa alla testata: in quel periodo volevo gli eroi ricorrenti e non ero ancora pronto per le storie one shot.
In questa prima storia abbiamo una bella secchiata di luoghi comuni: i tedeschi cattivi e un po’ stupidi, gli inglesi che fanno la guerra come se prendessero il tè, i graduati che sono dei buffoni invidiosi e invece i soldati che sono saggi. Proprio uno di questi, Cleves, è l’eroe della storia: il momento più basso è quando insegna al proprio superiore come utilizzare una bussola…
Cleves è bravo e sa tutto mentre i suoi commilitoni sono deficienti: sarà lui a guidare la “pattuglia sperduta” e a tirare un brutto scherzo ai tedescacci cattivacci.

L.

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