Aliens – Genocide (1991)

Cover di Artur Suydam
Cover di Artur Suydam

La Dark Horse Comics è lanciatissima nel mondo alieno e dopo il successo della Trilogia di Verheiden (Book I, Book II e Earth War) e il clamore di Aliens vs Predator, affida a due pezzi da novanta – Mike RichardsonJohn Arcudi – la realizzazione di una miniserie aliena indipendente dagli elementi cinematografici: nel novembre del 1991 nasce un altro capolavoro, Aliens: Genocide, disegnato da Damon Willis.
Bisognerà aspettare il dicembre 1993 perché la News Market (a quanto pare una divisione della PlayPress) lo porti nelle edicole italiane con la traduzione di Michele Camarda.

All’epoca avevo scoperto un negozietto dietro scuola che vendeva fumetti d’importazione americana: era il dicembre 1992 quando davanti a me il titolare aprì una scatola e ne tirò fuori l’edizione in volume unico di Aliens: Genocide (TPB), con la splendida copertina di Dave Dorman. Il mio cuoricino di collezionista alieno saltò un battito e impazzì: il prezzo che chiedeva, circa 20.000 lire, mi sembrò irrisorio per quel tesoro. Comprai, lessi d’un fiato ed amai violentemente quel capolavoro.

Due razze aliene in lotta
Due razze aliene in lotta

Gli autori si inventarono che sul mondo alieno, il pianeta da dove provengono gli Aliens, una mutazione genetica avesse creato una nuova razza di xenomorfi: in tutto identici a quelli che ben conosciamo, ma rossi. Vista l’elevata violenza della specie aliena, inizia un massacro di proporzioni bibliche…
Intanto sulla Terra gli umani hanno trovato il modo di fare i soldi dagli alieni in modo inaspettato: hanno scoperto che sintetizzando la pappa reale della Regina Aliena, si può creare una droga potentissima chiamata XenoZip. La droga sintetica ha successo e la richiesta cresce esponenzialmente: bisogna dunque organizzare un bel viaggio sul pianeta alieno per fare scorta di altra pappa reale.

La droga XenoZip
La droga XenoZip

Il ricco signor Grant organizza il viaggio e per sicurezza si porta dietro i militari del Maggiore Lee, una grintosa soldatessa che saprà parargli il sedere nel momento del pericolo… E quando si atterra in un pianeta impegnato nel genocidio, c’è sempre pericolo!

La storia è complessa e i disegni di Damon Willis non è che facciano impazzire, ma la ricchezza di quel fumetto americano mi colpì fortemente, abituato alla piatta banalità e al moralismo spicciolo delle pubblicazioni italiane. Una storia dove non ci fossero buoni ma solo varie tonalità di bastardi era qualcosa che non credevo fosse possibile: fu davvero una grande emozione, e lo scontro alieno per fare scorta di XenoZip rimane un momento epico dell’universo alieno della Dark Horse.

L.

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11 pensieri su “Aliens – Genocide (1991)

    1. In realtà non ha mai smesso di produrne, escono tuttora e sono mediamente di ottima qualità (con qualche eccezione). Questo ciclo sul mio blog, in cui cercherò di presentarli tutti in ordine cronologico, è anche un’occasione per rispulciarmeli tutti 😉

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  1. Io lessi direttamente l’edizione italiana, e ne ebbi le tue stesse positive impressioni. Di mio spezzo una lancia a favore di Damon Willis, con quella particolare “grettezza” di tratto che aveva una più che discreta efficacia nel rendere graficamente il bastardissimo futuro ideato da Richardson e Arcudi. Un futuro dove si insegna, tra le altre cose, che lo XenoZip ti fa sì correre di più ma ti fa anche prestare poca attenzione ai muri e che (cosa molto importante), quando hai il Maggiore Lee a garanzia della tua sicurezza ti conviene far poco lo spiritoso… se non vuoi che “Timida Violetta” ti riservi un bel risveglio con tanto di sorpresa! 😉

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  2. A me invece non piacque nè quando lo lessi la prima volta (primi anni 2000) nè oggi, nel fumetto gli xenomorfi fanno praticamente parte del paesaggio, sono una minaccia effimera per gli umani, mai vista una cosa così, anche le regine sono arredamento vivente, bersagli.
    I personaggi poi sembrano usciti da un noir.

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