Terminator – Il nemico dentro (1991)

Cover di Simon Bisley
Cover di Simon Bisley

Dopo Tempesta (1990) e Obiettivi secondari (1991), nel novembre 1991 la Dark Horse Comics affida ad Ian Edginton la missione di cercare di salvare il salvabile: dopo il primo sfavillante numero di John Arcudi, il secondo di James Robinson ha affossato la saga. Sebbene sia l’inizio di una luminosa carriera per Edginton alla Dark Horse, il suo apporto è davvero triste.

TerminatorMagicPress2Specifico che “Terminator. The Enemy Within” non è arrivato in Italia agli inizi dei Novanta, come i primi due episodi citati: come confermato dall’ineffabile Fra Moretta, la sua prima apparizione italiana è quella dell’antologia MagicPress del novembre 2008, con la traduzione di Michele Amadesi.

I disegni di Vince Giarrano non aiutano una storia claudicante che si apre con i problemi crescenti di I825.M, al secolo Dudley: non ce la fa più a dividere la sua mente tra la metà del suo corpo umana e la metà robotica. Non si può essere mezzi Terminator, così decide di chiedere al dottor Astin di operarlo per rimuovere dalla propria testa i chip di Skynet.

Disegno di Vince Giarrano
Disegno di Vince Giarrano

Ricordo che dopo la battaglia di Tempesta, dei ribelli giunti dal futuro per impedire la nascita di Skynet sono rimasti solo la soldatessa Mary e il mezzo Terminator Dudley, che invece di fare qualcosa passano la loro vita a guardare nel vuoto, pensare, cambiarsi d’abito per essere sempre alla moda e chiacchierare come se l’olocausto delle macchine non sia più un problema. La noia si è ormai impossessata della saga ed Edginton non fa nulla per combatterla.

Tra mille bla bla bla e gli insopportabili cambi d’abito di Mary, abbiamo anche un incredibile Terminator punk che si applica addosso delle inutili corna e spunzoni vari che non hanno altra spiegazione se non la follia delirante dello sceneggiatore.

Mentre Astin opera Dudley ma gli ruba il chip, così da diventare un pericolo perché potrà costruire Skynet, arrivano dal futuro altri soldati che però vengono massacrati e quindi sono del tutto inutili alla storia. Tra stragi gratuite e intere pagine immotivate, si sente che la saga è morta e sepolta: per fortuna le future storie di Terminator saranno nettamente migliori di questa roba…

L.

14 commenti

  1. Vedo che “Il nemico dentro” soffre più o meno degli stessi difetti – in peggio, se possibile – del predecessore: in sintesi anche qui, tra una menata e l’altra (un Terminator punk?!?), quella che avrebbe potuto essere una vera storia non comincia mai, sempre ammesso che a qualcuno fregasse ancora di provare almeno a raccontarla (ed Edginton se ne fregava molto più Robinson, a quanto pare) 😦 … certo che, stando così le cose, forse è meglio che mi risparmi direttamente una svogliata lettura e aspetti il meglio che verrà!

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    • Onestamente te lo consiglio. Nessuno ha saputo raccogliere gli spunti e lo stile di Arcudi, e sembra impossibile salvare una saga appestata! Il personaggio di Mary crolla ad ogni vignetta: da muscolosa soldatessa si è trasformata in fotomodella piagnona, davvero una gran delusione…

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