Cover di Paul Johnson
Cover di Paul Johnson

Capolavoro dei capolavori, la più bella storia aliena che mai potrà sperare di apparire in questo universo, un fumetto geniale che sotterra in profondità qualsiasi parola sia stata scritta sull’argomento Aliens.
Sto parlando di “Aliens: Sacrifice” di Peter Milligan, presentato dalla Dark Horse Comics nel maggio del 1993, proprio mentre il mondo aveva assistito attonito alla porcata di Alien 3 al cinema.

Il dio alieno nel bosco
Il dio alieno nel bosco

È antica l’immagine narrativa del bosco come simbolo della complessità (e oscurità) dei sentimenti umani, consci e inconsci, e quando entri in un bosco non è difficile incontrarci un dio. Un dio maligno, un dio alieno, ma poco importa, perché ci sono solo due modi che l’uomo conosce per affrontare un dio: inchinarsi adorante… o armarsi per ucciderlo.
Quando Ann McKay naufraga su un piccolo pianeta e scopre che la comunità umana lì residente adora un dio crudele, un dio alieno nascosto nel bosco, un dio spietato che li lascia in pace solo perché gli portano in sacrificio dei bambini da divorare… be’, Ann decide che quel dio è vissuto fin troppo.

L'incubo alieno
L’incubo alieno

Eppure la comunità ha adottato un comportamento più che accettato dalla Storia, che ci insegna che non c’è sacrificio troppo grande per ingraziarsi un dio. Non solo, gli abitanti del pianeta usano una macchina per clonare neonati così che non donano all’alieno bambini umani, bensì cloni senz’anima. Nessuno quindi ci rimette.
Ma Ann McKay è una sacerdotessa, e si sa che non esiste concorrenza più crudele e sleale e violenta di quella tra fedi religiose.

Il sacrificio al dio alieno
Il sacrificio al dio alieno

Ann McKay compie la più egoistica delle scelte, quella scelta che i fratelli Strugatsky disprezzavano nei loro romanzi di fantascienza politica sovietica: la scelta di assumersi su di sé la responsabilità delle vite degli altri e di prendere decisioni secondo il proprio metro di giudizio. La scelta di costringere gli altri a ragionare come noi stessi. Ann McKay decide che il dio alieno nel bosco non merita adorazione, decide che l’equilibrio raggiunto dalla comunità umana deve interrompersi: decide di armarsi ed affrontare le paure di tutta l’umanità.

Ann McKay decide di salire sul Golgota e affrontare il dio alieno da sola, con la sola forza della follia umana, quell’assurda spinta alla distruzione che si chiama fede: quando una donna sfida e affronta e combatte un dio… l’apocalisse è vicina.

La furia del dio alieno
La furia del dio alieno

Mai nessun fumetto alieno (per non parlare delle stupidaggini sul grande schermo) potrà mai arrivare alla potenza evocativa e visiva di questo Aliens: Sacrifice, in cui un dio si fa acido per corrodere gli occhi umani, affinché non vedano la vera natura della divinità…

L.

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