Aliens Labyrinth (1993)

Cover di John Bolton
Cover di John Bolton

Il 1° settembre 1993 la Dark Horse Comics di Mike Richardson sforna l’ennesima eccellente storia aliena, testimoniando un grande impegno e infinita passione per questo universo xenomorfo. Ma soprattutto, una cattiveria senza limiti.
Aliens: Labyrinth” è un pozzo oscuro in cui lo sceneggiatore Jim Woodring getta il lettore, con la complicità dei disegni nervosi e sofferenti di Kilian Plunkett (molto attivo nel mondo a fumetti di Star Wars).

Incontriamo un altro mad doctor, a dimostrazione che l’universo alieno non ne è mai sazio: il dottor Paul Church, indovinate un po’?, sta portando avanti importanti esperimenti e spendendo un mucchio di soldi per riuscire a controllare la potenza distruttrice degli Aliens. Come sempre, l’esercito americano è ben contento di riuscire ad ottenere un’arma potenzialmente invincibile, e come sempre ci sarà sangue e morte per tutti.

Capoccia aliena secondo Kilian Plunkett
Capoccia aliena secondo Kilian Plunkett

La superficie è solcata da cellule di hurlantio rivestite di fullerite. La struttura interna è composta da neuroni solidi in due ventagli binari. Molto, molto densa.

Il colonnello Anthony Crespi è un veterano degli scontri con gli alieni – il flashback che apre il volume è in realtà Aliens: Backsplash, storia breve apparsa in anteprima su “Dark Horse Comics” n. 13, maggio 1993 – è incaricato di controllare cosa stia combinando il dottore pazzerello, ma nulla lo ha preparato a ciò che sta per scoprire.

Cover di Kilian Plunkett
Cover di Kilian Plunkett

La storia di Paul Church è di quelle che non si dimenticano.
Atterrato con la famiglia su un pianeta infestato, si ritrova imprigionato in un alveare e comincia una discesa agli inferi senza eguali. Gli alieni stanno soffrendo di una malattia che ben presto li porterà ad estinguersi, su quel pianeta, e stanno tentando di tutto per sopravvivere… facendo cioè esperimenti di ogni tipo con i soggetti umani che rapiscono. Church si ritrova testimone di abominî che fanno accapponare la pelle, torture orrende che un umano non dovrebbe neanche pensare e che solo un fumettista malato può aver avuto voglia di creare: cose che non dimenticherete facilmente…
Non vi dico di più perché dovete soffrire leggendo questo agghiacciante stupendo albo, per scoprire che la scienza… è la più sottile delle vendette!

L’edizione cartonata americana del 1995 vanta un’introduzione firmata da S.D. Perry, brava “novellizzatrice” figlia del mitico Steve Perry: invece l’edizione italiana ha una breve introduzione di Fabio Zucchella. Massimo rispetto per lui, ma se avessero inserito anche la Perry sarebbe stata una bella mossa.
Comunque Aliens Labyrinth arriva in Italia grazie alla Phoenix guidata da Daniele Brolli, che nell’aprile 1999 porta in libreria e fumetteria “Aliens Labyrinth: il labirinto degli orrori” con la traduzione di Margherita Galetti: uno scontrino lasciato provvidenzialmente al suo interno, mi ricorda che ho acquistato il volume il 14 ottobre 2002.

L.

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5 pensieri su “Aliens Labyrinth (1993)

  1. Già letto e sofferto 😉 …Woodring e Plunkett di limiti non se ne pongono proprio in questa storia (la prigionia nell’alveare – e non solo quella, se pensiamo ai laboratori del nostro mad doctor – è un qualcosa capace di metterti a disagio per la sua ripugnanza), un gioiellino oscuro non adatto a lettori facilmente impressionabili. Bisogna avere un certo pelo sullo stomaco per affrontare il tutto, compreso il riuscire a vedere fino a che punto può spingersi Paul Church nel portare avanti la sua sottile e crudele vendetta …

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