[Numeri 1] Dagon (1994)

Cover di Pino Rinaldi
Cover di Pino Rinaldi

Il 1994 continua imperterrito a presentare numeri 1 in edicola che strizzino l’occhio, più o meno dichiaratamente, ai prodotti della Bonelli.
Il “bonellide” di questa settimana è edito dalla romana B.B.D. Presse di Federica De Patrizi, che abbiamo già incontrato per Nick Turbine.
Scritto da Giuliano Campo e disegnato da Dino Caterini, ecco “Dagon“, a luglio ’94 in edicola.

L’inizio sembra una parodia dei classici poliziotti americani da telefilm, con Rex ossessionato dal colpire un signore del crimine senza riuscirci. Catturato da quest’ultimo, viene “appoggiato” nell’acido prima di essere gettato nel fiume: perché non gettarlo direttamente nell’acido, come accade alla vittima prima di lui? Non si sa.
Quando Rex esce dal fiume, si passa direttamente ad una rielaborazione del Darkman (1990) di Sam Raimi: ora non esiste più il poliziotto Rex – col nome di un cane (ma in realtà Il commissario Rex è del novembre ’94!) – e nasce il giustiziere sfigurato Dagon – col nome di un demone. E indovinate un po’? C’è pure un dottore che gli fa le facce di gomma con cui mascherare il volto sfigurato…

Dino Caterini ricrea le atmosfere del Darkman di Raimi
Dino Caterini ricrea le atmosfere del Darkman di Raimi

Dagon ha vignette rapide e scattanti, corre precipitosamente verso la nascita del personaggio e utilizza un cavallo di battaglia della casa: insopportabili flashback. I personaggi sono estremi e bidimensionali, poco sviluppati e troppo “parodistici” per vivere di vita propria.
Non è un fumetto che resiste al tempo…

L.

9 commenti

  1. … E di tempo per superare i suoi limiti – decisamente meno gravi di quelli di Dick Drago o Nick Turbine – non ne ha proprio avuto. Forse, affidare a Rinaldi un ruolo più attivo che non quello del solo copertinista (a parte il numero 0, ovviamente) avrebbe potuto prolungare di qualche numero quest’avventura editoriale, dando la possibilità a Campo di delineare meglio i personaggi… anche se, con la fine di questa fase filo-bonelliana prima metà anni ’90 alla quale comunque il progetto era legato, il suo destino probabilmente sarebbe stato il medesimo.

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      • Già, si può dire che a metà anni ’90 comincia una seconda fase bonellide più matura della precedente, dove si cerca finalmente di creare personaggi che non siano più semplici e maldestre imitazioni degli eroi bonelliani…

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