Cover di Timothy Bradstreet e Guy Burwell
Cover di Timothy Bradstreet e Guy Burwell

Dopo il ricchissimo 1993, dove quasi ogni mese è iniziata una serie nuova, nel 1994 la Dark Horse Comics è fermamente intenzionata a sfruttare il successo dei fumetti xenomorfi, sebbene apparirà ben presto chiaro che la golden age è finita.
A gennaio 1994 ecco questo sorprendente “Aliens: Music of the Spears“, affidato alla sceneggiatura di Chet Williamson e ai disegni di Tim Hamilton.

Abbiamo visto che gli Alieni sono come i maiali: di loro non si butta via niente!
Mentre l’esercito studia delle nuove armi che usino l’esoscheletro alieno, dalla pappa reale della Regina viene sintetizzata la Xeno-Zip: potente droga conosciuta in Aliens: Genocide. Ma i bravi xenomorfi hanno altro da offrire.
Se ne accorge il musicista incompreso Damon Eddington, stufo delle solite trite sonorità che invadono il mondo musicale, fatto di copie robotiche di celebri cantanti del passato: è ora di qualcosa di nuovo… qualcosa di “alieno”.

Eddington si presenta alla sua casa di produzione e se ne esce con una domanda innocente: posso avere un alieno?
Che ci deve fare? Semplice: il grido che emette quando uccide è perfetto per una sinfonia fatta d’odio che rivoluzionerà il mondo musicale.
Invece di cacciarlo a pedate, il produttore accontenta Dave perché si diverte al pensiero di umiliare l’esercito: manda così dei ninja a rubare un uovo alieno! (Ricordo che nell’universo futuro alieno le multinazionali sono in mano ai giapponesi… o meglio, a ciò che gli americani pensano siano i giapponesi.)

Essere ninja è inutile, di fronte ad un Alien!
Essere ninja è inutile, di fronte ad un Alien!

Ottenuto l’uovo, serve un incubatore: chi si prende un alieno in pancia? C’è solo l’imbarazzo della scelta: è pieno di matti invasati che considerano gli alieni “portatori di Messia”, così se ne prende uno e lo si infetta.
Uscito l’alienino, che cresce in fretta, bisogna sfamarlo: e vai con un gatto, con un cane, una mucca… ma no, in nessuno dei casi l’Alien emette il suo grido musicalmente eccezionale. Serve che nella gabbia entri un uomo… che lotti con l’alieno e lo faccia gridare mentre Dave registra…

Williamson scrive una storia geniale e delirante, dove la follia è talmente seria e plausibile da far tremare. La sinfonia di odio e di morte di Dave è una musica che l’umanità già conosce, una melodia fatta dei morti di mille e mille esperimenti disumani fatti nei posti più impensabili del mondo: almeno gli alieni non uccidono per cattiveria…

Che io sappia questa ghiotta storia è inedita in Italia, ma nel caso fatemi sapere.

L.

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