[Numeri 1] Gordon Link (1991)

Cover di Raffale Della Monica
Cover di Raffale Della Monica

Dopo anni di ristampe di vecchie glorie – come Capitan Miki (1951) e Il grande Blek (1954) – la Editoriale Dardo nel 1991 decide di lanciare un nuovo personaggio, sfruttando l’aria “bonellide” che tira.
Gli indagatori dell’incubo vanno per la maggiore quindi la scelta è quasi obbligata: il protagonista della nuova serie dovrà essere un dylandoghide (o come si dice un personaggio che faccia il verso al buon vecchio Dylan Dog) e per questo la Dardo si affida a Gianfranco Manfredi.
«Manfredi è partito dalla considerazione che non esistono più fumetti scritti su misura per i giovani e giovanissimi» ci spiega nell’introduzione Giuseppe Casarotti, testimoniando come l’autore abbia prestato attenzione al “linguaggio giovanile” e alle atmosfere dei giovani. Insomma, la cosa più da vecchi che si potesse fare, il classico errore di chi vuole essere alla moda risultando doppiamente fuori moda.

Personaggi principali
Personaggi principali

Gordon Link è un “frivolone” – così parlano i giovani! – e ha un ufficio pieno di poster con icone tipiche dei giovani: film degli anni Trenta ed Elvis Presley. Ma a quali giovani sta parlando Manfredi?
Un giardino custodito da Audry 2 (la celebre pianta carnivora de La piccola bottega degli orrori) con tanto di scritta latina “Cave plantam”, una centralinista dall’acconciatura “Moglie di Frankenstein” che parla al telefono senza fili – parla al suo spirito guida… – un Doc pazzerello alla Ritorno al futuro che fa esperimenti scriteriati… Insomma, qualcosa di più pacchiano e meno giovane non potevano trovarlo.
Il tentativo forzoso e forzato di fare i simpatici, frizzanti e “giovani”, fa calare una patina di tristezza imbarazzata… tipo quando sei al cospetto di un vecchio e non sai che dirgli…

Gordon Link è appassionato di musica Soul – come tutti i giovani – ma dentro di sé cova un grande mistero: perché in copertina è disegnato da Raffale Della Monica come Kyle MacLachlan (siamo in un’epoca da Twin Peaks mania) mentre nel fumetto non gli somiglia per niente?
E perché è circondato da spalle dementi che fanno rimpiangere le insopportabili spalle comiche della Bonelli? (Personaggi di contorno che odio vivamente ma che almeno di solito ce n’è solo uno a testata: qui invece sono tutti spalle comiche!)

Non riesco a leggere più di una ventina di pagine, mi bruciano gli occhi a leggere dialoghi così frizzanti e giovani…

L.

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