Cover di Mark Bagley
Cover di Mark Bagley

Essere un genio dei fumetti non vuol dire automaticamente esserlo del cinema. Negli anni Ottanta Frank Miller ha fatto tanto per i comics, creato la saga del Cavaliere Oscuro per Batman, battezzato Elektra e una nuova vita per Devil e via dicendo: il suo esordio nel mondo del cinema non è della stessa qualità.
Nel 1989 Miller e Walon Green vendono alla Tobor Productions la sceneggiatura di “Robocop 2“, ma credo invece che i due fondino la Tobor per avere parte attiva nella produzione del film della Orion Pictures. (Anche perché la Tobor scompare subito dopo.)

Mentre il film di Irvin Kershner esce nelle sale il 22 giugno 1990, la Marvel è già pronta ad accogliere la novelization di questo secondo film, dopo aver presentato nell’87 quella del primo.
Nell’agosto del 1990 arriva così in fumetteria Robocop 2 con i disegni di Mark Bagley, e con la storia che Alan Grant estrapola dalla sceneggiatura di Miller e Green. (Chi ha seguito il ciclo di Terminator su questo blog, ricorderà Alan Grant per Death ValleyThe Dark Years.)
Con la stessa data esiste una versione in volume unico, ma con in più i colori, da cui ho tratto le immagini seguenti.

Questo colpo si chiama "rimbalzina"
Questo colpo si chiama “rimbalzina”

Le strade cittadine di Robocop 2 non sono dissimili da quelle di Predator 2 (che uscirà cinque mesi dopo): criminalità senza freni e violenza ovunque. Per fortuna c’è Alex “Robocop” Murphy che seda la violenza e arresta tutti senza spargimento di sangue.
Alla OCP però smaniano per nuovi modelli e sono frustrati dal fatto che nessun altro Robocop riesce a sopravvivere per più di pochi minuti: servirebbe un uomo dalla volontà così decisa da riuscire a resistere dentro una macchina da guerra. Guarda caso, Robocop ha appena catturato un supercattivo: la OCP gli strappa il cervello e lo infila nel nuovo modello: Robocop 2.
Tra una chiacchiera e l’altra si arriva allo scontro finale, in cui i due robot dal cervello umano si affrontano senza esclusione di sganassoni metallici, finché vince ovviamente il buon Robocop.

Botte da orbi meccanici!
Botte da orbi meccanici!

Essendo una novelization, il fumetto si porta dietro tutta la delusione che il film scaturì in me all’epoca della sua uscita: ancora oggi sono convinto che quel Frank Miller nei titoli di testa sia solo un caso di omonimia… Persino il terzo film lo preferisco al secondo, ed è tutto dire!

L.

– Ultimi post simili:

Annunci