Aliens vs Predator: Duel (1995)

Cover di Chris Warner
Cover di Chris Warner

Una delle più grandi saghe di successo del fumetto americano – Aliens vs Predator (1990) – si conclude con la samurai del futuro Machiko che rimane a vivere sola su Ryushi, un pianeta ormai dimenticato, con sulla fronte il tatuaggio del clan dei Predator: è una Predatrix a tutti gli effetti! Tempo dopo arriva uno strano segnale di soccorso dal pianeta e una missione di Colonial Marines parte per scoprire di cosa si tratti: la prima tappa, ovviamente, è a casa di Machiko Noguchi.
Così inizia “Aliens vs Predator: Duel“, marzo 1995, la splendida storia in due parti con cui il mitico Randy Stradley riprende in mano il discorso iniziato qualche anno prima.

Phil Norwood scatena la furia aliena in "Aliens vs Predator: Blood Time"
Phil Norwood scatena la furia aliena in “Aliens vs Predator: Blood Time”

In realtà Stradley già nel settembre 1994, all’interno del numero 25 della rivista “Dark Horse Comics”, aveva ripreso possesso dalla saga aliena con una storia brevissima: “Aliens vs Predator: Blood Time“. Poche pagine per mostrare una caccia in stile Predator, per ricordare che questi amano affrontare gli Aliens perché sono nemici formidabili, ed è un rito di passaggio fondamentale per la loro cultura.
Chi uccide un Alien si ricopre d’onore, ma chi ne è ferito… viene lasciato in mezzo agli xenomorfi a fare da “incubatrice” per nuova futura cacciagione. Non è una razza di personcine a modo, ma di fieri cacciatori.

Lo sguardo che uccide
Lo sguardo che uccide

Nel marzo del ’95 dunque Stradley torna ad inserire umani nel mondo alieno, pronto a nuove grandi avventure.
I Colonial Marines non trovano Machiko nella sua casa solitaria su Ryushi e decidono di raggiungere il punto da dove è partito il segnale di soccorso, e trovano una strana astronave atterrata malamente tra le montagne: un’astronave con a bordo un Predator svenuto ed una Regina Aliena incatenata, morta. O così credono…
In un attimo si scatena l’inferno, perché i marines hanno appena messo piede in un territorio di caccia dall’equilibrio molto delicato: sono cioè in una zona piena di Aliens che scorazzano e di Predator che danno loro la caccia. Gli uomini non erano previsti, ma un trofeo in più non si rifiuta mai…

Scontro di titani firmato Javier Saltares
Scontro di titani firmato Javier Saltares

Stradley è un maestro in queste storie e gli bastano due soli numeri per creare una storia splendida – disegnata da Javier Saltares e inchiostrata da un giovane Jimmy Palmiotti, tra i futuri padri del nuovo Jonah Hex – con il gruppo di umani costretti a difendere i loro corpi delicati dalle due razze aliene più violente e letali dell’universo.
Assediati nella casa abbandonata da Machiko – non temete, sapremo presto dov’è andata la samurai Predatrix – i protagonisti sapranno lottare con onore contro tutto e tutti, guadagnandosi il rispetto dei Predator… che all’onore tengono moltissimo.

L.

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9 commenti

      • Già! E sapere che niente delle sue vicissitudini successive ad Alien vs Predator è arrivato dalle nostre parti è una fortissima emozione anche per me, in negativo (ovviamente)… Pubblicare i validi sequel di una saga di successo, magari pure attesi con trepidazione dai vecchi lettori dell’antica Play Press, non era proprio fattibile, eh? Bah 😦

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      • Purtroppo la parabola di Aliens in Italia è sempre stata discendente: a parte qualche collezionista e appassionato, temo non ci siano mai state vendite tali da giustificare interesse delle già ampiamente distratte case nostrane.
        Se pensi che l’eccezionale trilogia di romanzi di Steve Perry… è uscita monca! Ma se si chiama “trilogia”, perché ne traduci solo due?

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  1. Esiste un bellissimo coin op della Capcom di Alien Vs Predator e sapevi che il primo videogioco casalingo dallo stesso titolo nacque sull’ultimo console Atari lo sciagurato Jaguar per poi migrare su Pc,stasera su Cielo cìè una tripletta di filmacci: Bitch Slap,Barb Wire,Groupie ,nvece su Fuori Orario c’è un gioellino dimenticato L’ultimo uomo sulla terra con Vincent Price

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