Dylan Dog 348

Cover di Angelo Stano
Cover di Angelo Stano

Le storie di “mano misteriose” o “mano monche” mi fanno impazzire, sin da quando da bambino ne vidi una incombere sul mio letto. Non era una mano, ovviamente, era un gioco di luce con la tenda della finestra che però per una frazione di secondo fu davvero una mano monca, per me.
Divoro film e libri sulle disembodied hands – mani private del corpo – non appena ne ho l’occasione, quindi non stupisca che il mio primo (ed ultimo) romanzo, Le mani di Madian, verta non solo sull’argomento ma soprattutto su ciò che la cultura popolare ha prodotto sull’argomento. (Lo so, è una vergognosa marchetta ma è per spiegare quanto sia appassionato dell’argomento!)
Quando ho scoperto che Barbara Baraldi ha scritto per Dylan Dog una storia di mani monche… sono corso in edicola più veloce della luce!

Nicola Mari rende alla perfezione lo sgomento di ritrovarsi senza mano
Nicola Mari rende alla perfezione lo sgomento di ritrovarsi senza mano

Ho abbandonato Dylan Dog più di vent’anni fa, quindi non aspettatevi da me parole sul mitico personaggio che dal 1988 al ’93 mi fece esplodere il cuore, spingendomi a spendere cifre assurde per accaparrarmi qualsiasi cosa esistesse all’epoca. (Per fortuna non tantissimo.)
Ciò che mi interessa è la storia “La mano sbagliata“, n. 348 (settembre 2015) della collana che scopro con piacere essere curata da Roberto Recchioni. (Magari la cura da anni ma, ripeto, NON sono un lettore di Dylan Dog da decenni.)

Già il nome della protagonista mi piace assai, Anita Novak, ma quello che sin da subito amo in lei è l’atmosfera di incertezza e inquietudine che la circonda, che finora solo il romanziere Marc Brandel de La mano (1979) ha saputo creare sull’argomento. (Atmosfera che Oliver Stone solo in parte riesce a ricreare con il relativo film omonimo.)
Lo splendido stile dei disegni di Nicola Mari ci impedisce di fissare l’attenzione sul particolare più ovvio: ma Anita Novak ha davvero perso la mano o è solo ciò che va raccontando? Vediamo i suoi ricordi – come la vignetta che riporto in alto – ma siamo sicuri che le cose stiano così? E anche se fosse… che legame può esserci con i crimini che stanno avvenendo?
Bionda autrice fumante indagata perché veri omicidi si rifanno a sue opere: ok, abbiamo strizzato gli occhi a Basic Instinct ma è tutto qua.

DylanDog348_BAnita è una pittrice, un tempo in grado di ricreare la vita ma ora capace solo di ritrarre la morte, mentre le morti che danno ossimorica vita ai suoi quadri portano le impronte digitali della sua mano. Della sua mano destra, che non c’è più.
Sento l’intenso profumo di Maupassant, del Mostro dalle cinque dita – ma Peter Lorre è pazzo o c’è davvero una mano monca che uccide? – delle Mani di Orlac e di tutta la splendida narrativa che dall’Ottocento ad oggi è stata creata, e la grande bravura della Baraldi è di evitare citazioni smaccate ma riuscire a condensare in 100 pagine solo il denso succo del terrore delle mani monche.
Non ci sono mani che si trascinano sul pavimento – o che fanno gestacci, come in Evil Dead 2! – perché l’orrore è più sottile: è quello della mente. Fino alla fine non sapremo mai cosa sia vero e reale, cosa sia nella mente di Anita Novak… o nella sua mano…

L’idea della mano che comanda il corpo, anche a livello artistico, la trovo ovviamente stupenda, tanto da averla utilizzata anch’io per il mio romanzo (e vai con la seconda marchetta!): come si fa a resistere al pensiero di una mano che produca arte sotto gli occhi allibiti del suo “padrone”? Che sia scrittura o pittura, è sempre un espediente affascinante.

Onestamente la parte di Dylan Dog la trovo addirittura obsoleta: la storia della Baraldi è così bella che non c’era forse neanche bisogno di lui, ma probabilmente non sono oggettivo…

L.

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4 pensieri su “Dylan Dog 348

  1. Non ho letto il fumetto mi il tuo pezzo è fantastico, mi hai buttato dentro 10 titoli per alzare il livello 😉 Per altro mi hai ricordato che non ho mai visto “la mano” di Oliver Stone, forse l”unico suo film che mi manca 😉 Cheers!

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    1. Non mi intendo più di DyD ma questo numero è consigliatissimo. “La mano” di Stone non sarà un capolavoro ma da quando lo registrati su VHS da una rete locale non faccio che adorarlo: ovviamente il romanzo è decisamente migliore, sebbene Stone abbia saputo cogliere alla perfezione il succo.
      Ah, nel film Caine interpreta Joe Lansdale… non “quel” Lansdale 😀

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    1. Li adoro, li ho cercati e studiati: è più forte di me; mi fanno impazzire! Dall’assassino Christopher Lee inseguito dalla mano di una delle sue vittime alla mano di un astronauta che torna sulla terra posseduta da alieni; dalla mano dello scorticato che porta fortuna maligna a chi la “indossi” alla mano del pianista che ossessiona le notti di Peter Lorre. Li amo tutti! ^_^

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