Cover di Yves Swolfs
Cover di Yves Swolfs

Dopo una china nella noia fastidiosa, finalmente “Durango” rinasce: evidentemente il suo autore Yves Swolfs si ricorda che il western non è solo infiniti pipponi sull’indipendenza del Messico e decide (alla buon’ora) di tornare a storie brevi e ghiotte.
Il quarto volume che la GP Publishing porta in edicola il maggio 2012, con la settima ed ottava avventura del personaggio, è finalmente leggibile e soddisfacente.

Durango4aCosa c’è di più classico del cavaliere solitario che arriva in paese e risolve i problemi locali? Ma questo, credo, sia il succo della narrativa western: infinite variazioni su temi noti.
La spietata e disumana banda di White Head tiene in scacco un paesino, abitato da persone che hanno la coscienza troppo sporca per ribellarsi. Durango arriva giusto in tempo per salvare un donna che sta per essere stuprata, dopo che i banditi le hanno ucciso il marito a sangue freddo e hanno scalpato i figli piccoli.
Resosi conto dell’infamità dei criminali, Durango dovrà agire d’astuzia per distruggere la banda dall’interno.

Durango4bLa seconda storia vede il nostro Durango ingaggiato come guardia del corpo (altro tema classicissimo): un riccone vuole accompagnare la moglie in una battuta di caccia e vuole garantirle la sicurezza.
Ovviamente nulla è come sembra, e la passione della donna è tutt’altro che venatoria: molto più forte in lei è l’interesse per la banca di cui il marito è proprietario. Con l’aiuto dell’amante bandito, la donna ha in progetto una battuta di caccia che ha vittime tutte umane, tra cui Durango: sarà dura per il nostro eroe sbrogliare la matassa.

Due storie ghiotte da leggere d’un fiato, semplici e appassionanti, godibili anche nel pessimo bianco e nero microscopico del formato bonellide, a dimostrazione che le trame divertenti non conoscono età né genere.

Scheda etrusca:

Durango n. 4 [maggio 2012]
Loneville (7. Loneville”, 01/1987)
Una ragione per morire (8. Une raison pour mourir, 01/1988)

L.

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