Le donne di Greg Rucka: Elektra

Cover di Greg Horn
Cover di Greg Horn

Nel settembre del 2001 sono successe tante cose e, come abbiamo visto la volta scorsa, il nostro Greg Rucka ha riversato nel suo Queen & Country la parte “spionistica” della sua scrittura. E proprio mentre la sua Tara Chace se la vede coi talebani, in quel settembre la Marvel Knights presenta una nuova stagione con protagonista Elektra, la donna guerriera che nel ’98 aveva chiuso la testata a lei dedicata.
Comincia il ciclo Brian Michael Bendis – non l’ho letto ma, come al solito, avrà fatto danni! – ma ciò che interessa qui è che nel marzo 2002 il personaggio passa nelle mani di Rucka: dopo la secondaria Yelena Belova, è il momento di confrontarsi con un pezzo da novanta di casa Marvel!

La distruzione di Elektra per mano di Rucka
La distruzione di Elektra per mano di Rucka

Premetto che odio ferocemente le copertine che Greg Horn prepara per questa serie: la ragazza scelta ha un bel visino ma non c’entra niente con Elektra: sembra una ragazzetta che fa le mosse e posa da guerriera, quindi è particolarmente fastidiosa.
Lo stesso Greg Horn apre le danze dei volumi italiani che presentano le storie di Rucka, con un esperimento che spero sia stato coronato da sonore pernacchie e lanci di uova: la fusione di persone vere in vignette disegnate. La storia “Fiducia” è tra le cose più inguardabili del mondo dei fumetti – seconda solo alla porcata che sempre Rucka sceneggia per Spider-Man in quel periodo, con i personaggi fatti male in computer grafica. Insomma, o fate fumetti o non fate fumetti: farli a metà è semplicemente brutto.

Quando ti vedrai allo specchio, Elektra, dovrai rassegnarti alla verità: che sei un mostro, e che non meriti di vivere.
(Jeremy Locke)

Quando Greg Rucka prende in mano Elektra, fa quello che fa con le sue donne: le fa soffrire, fisicamente e mentalmente, perché compiano il doloroso viaggio alla scoperta di sé.
Tolto il primo pessimo ciclo di storie – “Oltraggio”, davvero indegno di Rucka – nel giugno del 2002 inizia la discesa agli inferni per Elektra. Non trova committenti e nessuno le propone di uccidere a pagamento… e neanche gratis! La donna si rende così conto che ha bisogno di uccidere, che sia per lavoro o meno. Entra in un bar… e ammazza tutti.
Caduta in “overdose da violenza”, si ritrova legata a casa di Jeremy Locke che le mostra la verità più sconvolgente: le mostra cioè quanto lei sia una volgare assassina, che non provi scrupoli neanche di fronte alle morti accidentali che provoca… come per esempio la moglie di Locke, “vittima collaterale”.
ElektraRucka_BFinito di distruggerla psicologicamente, l’uomo lascia Elektra nel deserto: starà a lei decidere cosa fare della propria vita: se cedere al peso della colpa ed uccidersi, o accettare di essere un mostro assassino.

Dopo vari ulteriori efferati delitti, Elektra sembra aver capito che è il momento di cambiare vita, ed accetta la guida di Locke che le consiglia di affidarsi a Drake: maestra marziale che vive nei bassifondi.

Due vite, Elektra, e sei stata un’assassina in entrambe.
(Drake)

Drake conosce Elektra molto bene, semplicemente perché è più simile a lei di chiunque altro: anche lei è stata un’assassina prezzolata ma ha deciso di cambiare. Se Elektra vorrà cambiare, e si dimostrerà degna delle attenzioni di Drake, ci sarà speranza anche per lei.
Elektra smette il vestito rosso che ha sempre portato, indossa una tuta nera e si mette in ginocchio davanti al dojo di Drake sperando di essere ammessa, rimanendo lì per giorni interi.

Elektra in nero dovrà imparare molto da Drake
Elektra in nero dovrà imparare molto da Drake

Sin dai tempi di Enrico IV – che rimase in ginocchio tre giorni, sotto la pioggia, nella speranza del perdono del papa – la cultura occidentale ama le storie di personaggi fieri che si umiliano per dimostrare di essere degni. Rucka è del ’69 quindi, più che ad Enrico IV, è facile stesse pensando a quello che tutti noi abbiamo visto negli anni Ottanta su qualche rete locale: I giganti del karatè. Il mitico Fu Sheng – grande e talentuoso attore marziale morto troppo giovane – rimaneva inginocchiato per tre giorni davanti al Tempio di Shaolin, sotto la pioggia, per dimostrare d’essere degno di entrare ed apprendere il kung fu. (E non il karatè, come indica lo stupido titolo italiano.)
Rucka sa di star rivolgendosi a lettori appassionati e credo sia una citazione ghiotta e ben fatta. Così come voglio credere sia un omaggio al luogo comune definire Elektra ninja e samurai contemporaneamente (sarebbe come dire “cannibale vegano”!) e poi dire che è esperta in kung fu… Insomma butta lì una secchiata di luoghi comuni sino-giapponesi perché in fondo è questo che il lettore medio vuole…

La maestra Drake “svuota” il cuore di Elektra per riempirlo della parte “positiva” della marzialità, ma ovviamente il male sta arrivando: la Mano non ci sta a perdere un’assassina fenomenale e rivuole Elektra per sé. Lo scontro finale, nel dojo di Drake, non sarà indolore…

Un guerriero non combatte per combattere: lo fa per una causa. Trova la tua causa.

Lo scontro finale tra Elektra e la Mano sarà simboleggiato dal vestito della guerriera: il solito, certo… ma stavolta in bianco!
L’alternanza cromatica segue il percorso di rinascita del personaggio, che nel giugno 2003 Rucka lascia vivere sulle sue gambe. Ci sarà tempo per riprenderlo in futuro…

Scheda etrusca:

Oltraggio
Hubris di Greg Rucka e Chuck Austen
da “Elektra” vol. 2 nn. 7-9, 03-05/2002
in Italia: 100% Marvel n. 7: “Oltraggio”, marzo 2003

Disoccupazione
Unemployment di Greg Rucka e Joe Bennett
da “Elektra” vol. 2 n. 10, 06/2002
in Italia: 100% Marvel n. 7, marzo 2003

Introspezione
Introspect di Greg Rucka e Carlos Pagulayan
da “Elektra” vol. 2 nn. 11-15, 07-12/2002
in Italia: 100% Marvel n. 10, settembre 2003

Fuori dal tempo, sotto la pioggia
Standing Outside the Temple in the Rain di Greg Rucka e Joe Bennett
da “Elektra” vol. 2 nn. 16-17, 01/2003
in Italia: 100% Marvel n. 10, settembre 2003

Il vecchio torna nuovo
Everything Old is New Again di Greg Rucka e Carlos Pagulayan
da “Elektra” vol. 2 nn. 18-22, 02-06/2003
in Italia: 100% Marvel n. 16, marzo 2004

L.

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5 commenti

  1. Gregorio Corno è un cagnaccio, disegna pin-up in pose plastiche già pronte per Playboy, ricordo bene il rilancio con i suoi disegni, spero sia stato portato all’estremità dell’impero Marvel e abbandonato nel deserto 😉 Giù il cappello per la citazione a Fu Sheng la zampata dell’esperto 😉 Cheers!

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    • Noi che abbiamo il cuore marziale, abbiamo stampata in mente l’immagine di Fu Sheng fuori Shaolin, unico degno mentre i suoi compagni mollano e se ne vanno: voglio credere che Rucka sia dei “nostri” ^_^
      Ho odiato le cover dalla prima all’ultima: non ci credo che un dirigente Marvel le abbia davvero approvate…

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