James Bond: Serpent’s Tooth (1992)

Cover di Paul Gulacy
Cover di Paul Gulacy

Finita l’èra delle avventure inedite a fumetti di James Bond, presentate in forma di striscia ogni giorno sul “Daily Express”, passano circa dieci anni prima che qualcuno pensi a creare un vero fumetto inedito con protagonista il personaggio di Ian Fleming.
Per anni testate straniere – tranne ovviamente la distratta Italia – presentano ristampe delle strisce storiche ed esperimenti di riscrittura locale, non so neanche se con il benestare degli eredi di Fleming. Bisogna aspettare il 1992 perché una casa coraggiosa come la Dark Horse Comics di Mike Richardson si azzardi ad andare là dove nessuno sembra azzardarsi a mettere la penna, e presenta la prima avventura del nuovo Bond a fumetti: “The Serpent’s Tooth“.

Doug Moench (prolifico autore DC Comics) ai testi e Paul Gulacy (che abbiamo già incontrato in Terminator: Obiettivi secondari) ai disegni presentano tre albi fuori formato (50 pagine invece delle solite 25, quindi con un totale di 150 pagine invece delle 100 standard) a cadenza atipica (luglio, agosto… e febbraio ’93!) che presentano alla fin fine un vero e proprio film di Bond a fumetti… comprese ben due pagine di titoli di coda prima dell’entrata in scena del protagonista.

Titoli di testa!
Titoli di testa!

Seguendo l’impianto classico dei film di 007, abbiamo il super-cattivone Indigo, che vuole distruggere il mondo per far estinguere gli umani e sostituirli coi suoi amici rettili, una sequenza di guardie del corpo a vari livelli di cattiveria e pericolosità, belle donne succintamente vestite, una squadra di guerrieri addestrati pronti ad entrare in scena e, su tutti, l’unico ed inimitabile Bond. James Bond.

Shaken, not stirred.

Il nostro eroe a fumetti usa tutte le armi dei film e dei romanzi, comprese le istruzioni del Martini. Si porta a letto qualsiasi essere femminile incontri per strada, affronta i pericoli con lo stile e l’aplomb che lo contraddistingue, usa gli immancabili gadget e porta a casa il risultato.

Bond spacca!
Bond spacca!

La storia è di ampio respiro e sembra perfetta per lo schermo: Serpent’s Tooth sembra infatti la novelization a fumetti di un film mai fatto, cerca così di seguire supinamente ogni regola narrativa bondiana e l’unica differenza coi film… è che può permettersi effetti speciali grandiosi e scene titaniche!

Bond_Serpent_ACome ha spiegato Andrea Carlo Cappi nella sua intervista al blog, i vincoli del copyright di Bond sono strettissimi e quindi immagino che la Dark Horse non abbia potuto fare altro che ripetere una ricetta già bella che pronta e immutabile: speravo invece che la celebre casa avesse osato qualcosina, magari qualche guizzo creativo in più.
Rimane dunque una storia bondiana al 100% ma chi, come me, è impermeabile al fascino del personaggio rimane un po’ deluso.

Ricordo che questa avventura è l’unica (per quanto io sappia) ad essere uscita in Italia, con la traduzione del bravo Pier Paolo Ronchetti: è apparsa in quattro puntate sulla rivista “Hyperion. Odissea nel Fantastico” (Edizioni StarComics) con il titolo I denti del serpente.

Scheda etrusca:

I denti del serpente di Doug Moench e Paul Gulacy
Serpent’s Tooth, dal 07/1992 al 02/1993
in Italia, “Hyperion” nn. 6-9, aprile-luglio 1993

L.

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