Robocop: Revolution (2010)

Cover di Johnny Desjardins
Cover di Johnny Desjardins

Il 2010 inizia con un nuovo Robocop in città: dopo essere stato cacciato da Marvel, Dark Horse ed Avatar, ora il povero Murphy finisce nelle capaci mani della Dynamite Entertainment. La regina del pulp.
A gennaio inizia la saga “Robocop: Revolution“, scritta da Rob Williams e disegnata da Fabiano Neves.

Robocop2010_ADetroit è sempre più a pezzi e la polizia, Robocop compreso, è incapace di arginare la violenza criminale: serve un rinnovamento della OCP, tramite privatizzazione.
Ora la polizia è un’azienda privata nelle mani della perfida e spietata Edwina Odenkirk, giovane manager senza remore: licenzia tutti i poliziotti umani e li sostituisce con macchine. Cioè col solito modello Ed-209, il buffonesco robottone che prende la robo-sveglia in ogni storia di Robocop!
Ovviamente Murphy non può essere considerato un poliziotto umano e anzi fa comodo alla Odenkirk un volto amato dalla popolazione. Il nostro eroe vuole seguire i compagni ma non può: la OCP possiede il 95% del suo corpo ed è intenzionata a riprenderselo, se Murphy si licenzia.
Inizia così una nuova carriera per Robocop, al servizio di una capa spietata e come colleghi gli stupidi Ed-209.

Robocop2010_CPerché gli Ed-209 sono stupidi? Perché non sanno salire le scale, così quando il violento Mason “Manslought” Vogler, esaltato religioso contro l’OCP, prende possesso del palazzo dell’emittente locale, solo Robocop può raggiungerlo e risolvere la situazione.

– Qui ci sono più armi da fuoco che al funerale di Charlton Heston!

Contro i rivoltosi cittadini, la OCP mette in campo gli Ed-309: modelli più grandi… e ovviamente più stupidi!
Intanto però il vero capo dell’azienda si occupa del suo vero obiettivo: salvarsi dal suo corpo ormai morente e riuscire a trasferire la propria mente in quello di Robocop.
A mandare a monte questo piano diabolico, interverrà… Anne Lewis, storica collega di Murphy che è morta nel terzo film e resuscitata dalla Avatar. Qui fa giusto una comparsata.

Robocop2010_BDopo i quattro numeri di Revolution ne appare un quinto, “Ballistic Trauma“, disegnato stavolta da Unai Dezarate.
Racconta degli sforzi di Murphy per trovare un dottore e curare la sua collega Lewis che, nella storia precedente, per salvarlo s’è beccata un proiettile. Il nostro eroe confessa che la collega è l’unica che gli dia ancora la prova di essere un umano nel corpo di una macchina, invece che una macchina e basta… ma la speranza di salvare la donna si fa tenue visto che non sembra esistere più un dottore a Detroit.
Dopo aver raggiungo il massimo del climax, la serie si chiude con un inutile settimo numero che forse  – voglio sperare – anticipa le tematiche della successiva saga Dynamite, con Robocop contro la perfida Edwina Odenkirk.

La Dynamite si rivela ottima anche sul versante Robocop: tolto il settimo episodio, questa è la migliore saga del nostro eroe apparsa finora, anche se ci voleva davvero poco a superare lo sfacelo provocato dalle precedenti case.
Riuscirà la regina del pulp a mantenere alta la qualità? Lo scopriremo nei prossimi appuntamenti.

L.

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7 pensieri su “Robocop: Revolution (2010)

  1. E finalmente siamo arrivati a una casa editrice che sembra sapere come trattare il personaggio! Un ulteriore salto di qualità sarebbe l’accantonamento (o un drastico ridimensionamento) degli onnipresenti Ed-309 che, ogni volta di più, mi sembrano sempre cacciati a forza nelle storie come omaggio obbligato al film… Coraggio, stronzoni dell’OCP, mettete in produzione modelli nuovi (e, possibilmente, meno stupidi)! 😉

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