Robocop: Last Stand (2013)

Cover di Declan Shalvey
Cover di Declan Shalvey

Per favore, qualcuno può colpire Frank Miller con un giornale arrotolato? Qualcuno può spiegargli che Robocop lo deve da lasciare popo che in pace?
Il povero robopoliziotto è stato cacciato a pedate sul robosedere dalla Marvel, dalla Dark Horse, dalla Avatar e pure da quella Dynamite che gli ha donato la storia migliore. Appena mette piede alla Boom! Studios… ad aspettarlo c’è Frank Miller, il principale autore della rovina del personaggio. Puoi piangere quanto ti pare, Frankie, che ti hanno “toccato” la sceneggiatura del secondo film, ma grazie alla Avatar l’abbiamo letta e non cambia molto. E poi hai scritto pure la sceneggiatura del terzo film che ha definitivamente chiuso la carriera del personaggio. Frankie… ci fai il cazzo del piacere di stare lontano da Robocop?

Lo so, Murphy, c'è ancora Frank Miller a curarti...
Lo so, Murphy, c’è ancora Frank Miller a curarti…

Per assicurarsi di fare un tonfo completo, Frankie fa scrivere il suo soggetto a quello Steven Grant che ha il suo bel peso nella distruzione del personaggio – Mortal Coils (1993), Killing Machine (2004) e Wild Child (2005), una peggio dell’altra! – e nell’agosto 2013 esce “Robocop: Last Stand“.
Gli splendidi disegni di Korkut Öztekin (che ha firmato il recente Hellrasier: The Dark Watch) bastano già soli a giustificare una lettura di questa saga, con il suo splendido tratto che rende alla perfezione ogni movimento ed espressione facciale.

Il braccio robotico della legge
Il braccio robotico della legge

Siamo nella Detroit che ha licenziato tutti i poliziotti – come abbiamo visto nel Robocop: Revolution della Dynamite – per sostituirli con gli stupidi Ed-209, i soliti robottoni idioti che cascano al primo soffio di vento.

Oddio... ancora gli Ed-209? Sul serio?
Oddio… ancora gli Ed-209? Sul serio?

Robocop è ormai un rinnegato: si aggira nei meandri cittadini uccidendo tutti gli uomini della OCP, cioè mercenari violenti ed assassini.
La “capa” della precedente saga viene sostituita dalla determinata Faxx, solita donna arrivista disposta a tutto pur di fare carriera.
Intanto il capo della OCP ha una bella pensata: l’unico modo di liberarsi di Robocop… è volare in Giappone e comprare un robottone samurai!

Uataaaaaaa!!!
Uataaaaaaa!!!

Ok, a questo punto devo concludere che Miller non ha scritto questa storia: il suo complice Steven Grant si è limitato ad ampliare la sceneggiatura del terzo film – che già aveva presentato nel ’93 per la Dark Horse – e l’ha rimaneggiata. Perché, non ci crederete, nel finale torna pure Robocop… che vola!

Chiamatemi... Bat-Cop!
Chiamatemi… Bat-Cop!

Tra i nuovi personaggi c’è Marie Lacasse, giovane esperta cibernetica che ama visceralmente il robopoliziotto e vuole migliorarne il software.
Protagonista di un evento tragico, la donna sembra aver fallito e la OCP si porta in laboratorio il cadavere di Robocop… procedendo a smembrarlo. Sembra giunta la fine per il nostro eroe, ma Marie ha fatto in tempo a infettare con un virus informatico autoreplicante il database della OCP, e quello che sembra lo smembramento del robopoliziotto… è solo il primo passaggio per ricrearlo più nuovo e più forte che mai!
Che questa trovata serva ad introdurre il nuovo Robocop che la MGM-Sony hanno girato nell’autunno 2012, pronto ad apparire al cinema dal gennaio 2014?
Sarebbe un colpo di genio, e le saghe del personaggio hanno tutto… tranne il genio.

Troverò Frank Miller, vivo o morto!
Troverò Frank Miller, vivo o morto!

Finita la storia al settimo numero, nel marzo 2014 – con il nuovo film già in giro per il mondo – la Boom! Studios presenta un ottavo numero scritto stavolta da Ed Brisson.
È un one shot che sballa tutta la storia precedente, che si chiudeva con l’idea che Marie Lacasse si fosse trasferita la mente in una ginoide costruita subito dopo Robocop: non è spiegato, sono solo un paio di confuse vignette buttate là a casaccio, ma quando si apre l’ottavo numero Marie si comporta come fosse Anne Lewis: una semplice collega del protagonista.
Chiamato a sedare la rivolta dei pericolosissimi Scavengers di Detroit, Robocop sta avendo la meglio quando Marie gli manda in soccorso un vecchio robot trovato nei magazzini della OCP: esce fuori così il robottone cattivo del film Robocop 2, sempre di Miller…

Di Frank Miller non si butta via niente...
Di Frank Miller non si butta via niente…

Le trovate comunque intriganti della saga di Grant – il robo-samurai e Robocop volante – sono copiate dal terzo film e al massimo qui sono meglio rese dagli stupendi disegni di Öztekin. Le novità sono poche anche se non malacce: si fa leggere, ma è una saga che non sposta di una virgola il declino del personaggio. Comunque la sequenza di “smembramento” del sesto numero ha davvero un forte impatto…

Robocop_UltimaDifesaIl 23 dicembre 2015 la MagicPress aggiunge al proprio catalogo la versione italiana di questo fumetto, nell’ottica della presentazione nella nostra lingua delle storie firmate da Frank Miller. (Cioè il peggio di Robocop!)
Con la traduzione di Andrea Antonazzo, ecco dunque Frank Miller RoboCop volume 2: L’ultima difesa, al costo di 16 euro.

Il 2014 è un anno delicato: il Robocop “classico” continua a sbagliare le sue storie a fumetti mentre al cinema è arrivato un Robocop “nuovo”: che succederà ora?
Lo scoprirete ogni mercoledì su Fumetti Etruschi!

L.

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16 pensieri su “Robocop: Last Stand (2013)

  1. Il giornale arrotolato, oltre a farmi morire dal ridere, è proprio quello che uno vorrebbe avere in mano leggendo molte cose di Miller 😉 Per il resto hai ragione Steve Grant braccio armato del Miller… Aspetto di vedere cosa succederà con il nuovo Robocop, o RoboCop come lo hanno ribattezzato 😉 Cheers!

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  2. Di recente ho rivisto Robocop 2(sempre meglio della sceneggiatura di Miller che era infilmabile)l’Murphy ha l’armatura che dal grigio passa al blu,anche li viene smembrato,un bambino gli dice di sbattersi un frigorifero(sperando che non ci sia dentro Indiana Jones),il cattivo e Denti di fata di Manhunter di Mann che grazie alla dottoressa porcona diventa quell’occrocrio con la faccia nello schermo del catodico(Max Headroom),il regista e quello de L’impero colpisce ancora.
    Infine com’è il remake?

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      1. Il problema è quello: l’essere dichiaratamente un remake, e quindi non un film che parla di un qualsiasi poliziotto robotico, ma di Robocop in persona. E allora può diventare molto, molto difficile (eufemismo) dimenticarsi del primo e autentico Murphy per tutta la durata della pellicola… 😦
        Da un punto di vista simile, mi fa venire in mente il Godzilla di Emmerich. C’è l’azione, il mostrone con mini-prole, gli effettoni in un film che, se proprio vogliamo, ha più a che fare con “Il risveglio del dinosauro” di Eugène Lourié che con il successivo mitico lucertolone radioattivo di Inoshiro Honda e in quest’ottica, forse, mi sarebbe potuto ancora risultare abbastanza tollerabile. Purtroppo hanno preteso di far passare quella mega-iguana per Godzilla (con quella ridicola citazione del fiato radioattivo tramite l’alitata di pesce in faccia – che qui Emmerich sta facendo la rilettura di un mito, oh! – a uno sprecatissimo Broderick, poi), e quindi NON potevo dimenticarmi della figura di merda che faceva ogni minuto/secondo nei confronti dell’originale 😦
        Quanto a Miller, dovrebbe dare più di un’occhiata al tuo post (a proposito, davvero magnifico – nonché meritevole di storie migliori – tratto quello di Öztekin), e cominciare seriamente a sentirsi nei panni di un Emil Antonowsky o di un Clarence Boddicker… Non so se ho reso bene l’idea 😉

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  3. A proposito di Robocop 3: e` una mia impressione o sembra che Frank Miller si sia ispirato ai due film sui Guerrieri del Bronx di Castellari (specialmente il secondo ‘Fuga dal Bronx’)?

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      1. Non si può rischiare a inventare qualcosa di nuovo, così si cerca di rifare sempre gli stessi film… fallendo miseramente. Quando sarà ufficiale che il cinema ha fallito, così com’è? Fallito miseramente, peraltro…

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      2. Be’, quella è già avvenuta: il pubblico americano ha smesso di andare al cinema come ci andava negli anni Novanta, quindi ora tocca fare solo film per quei teenagers che ancora spendono soldi. In Italia la situazione è diversa ma non conta, girano solo film per ragazzi che vengono dimenticati un mese dopo l’uscita: non lo considero un momento buono per il cinema… e dura da almeno quindici anni! 😛

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