Call of Duty – Black Ops III 1 (2015)

Cover di Benjamin Carre
Cover di Benjamin Carre

Il 4 novembre scorso la Dark Horse Comics si è lanciata in un altro universo tratto dai videogiochi: quello di “Call of Duty – Black Ops III“.
I testi sono di Larry Hama e i disegni di Marcelo Ferreira, che non mi sembrano siano grandi nomi del fumetto…

Non conosco minimamente il videogioco in questione quindi non avrei dovuto provare il fumetto, ma sono un curiosone di natura e le storie di “spara spara” credo meritino sempre una lettura. Invece non ho capito una mazza di quello che succede, anche perché non conosco i personaggi e non so se quelli ritratti dalla Dark Horse siano gli stessi del videogioco o se ne hanno inventati di nuovi.

Che io non ci capisca niente è un dato senza valore, ciò che invece è oggettivamente sorprendente è la scarsa profondità della storia per non dire di peggio.
Tre mercenari americani sono in giro a “straccilandia” per comprare fucili militari per la strada: le “teste di stracci” sono tutti terroristi e ucciderli è come giocare a flipper. Ma stiamo scherzando? Che gli americani lo pensino ci credo, ma che una blasonata casa come la Dark Horse si abbassi a scrivere in pratica storielle di regime… mi lascia senza fiato.
Azione dozzinale per una storia dozzinale: un videogioco che incassa milioni di dollari forse meritava uno sforzo creativo in più…

L.

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4 commenti

  1. Larry Hama deve aver battuto la testa, ha scritto Wolverine per anni, sfornando ottime storie, ma é più famoso (in patria) per le storie a fumetti dei G.I.Joe, ha contribuito creando centinaia di personaggi per la hasbro. Qui si vede che non aveva voglia, oppure il passaggio a storia più “realistiche” gli é venuto fuori malamente… Oppure é ul videogames ad essere così destrorso, non ti saprei dire peró 😉 Cheers!

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    • Sicuramente non è un videogioco “politicamente corretto”, ma ci sta. Quello che mi stupisce è la storia a fumetti, davvero scorretta: va bene che è solo un gadget per spingere il gioco, ma dalla DHC mi aspettavo decisamente di più.

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      • Forse il di più avrebbe potuto avere degli effetti controproducenti rispetto agli scopi del marketing: pubblicando un vero fumetto con una storia politicamente scorretta sì, ma meglio strutturata e magari leggibile anche dai non-repubblicani, si rischiava di distogliere l’attenzione dal videogame… La DHC continua senz’altro ad avere i mezzi per fare molto di meglio, se il meglio viene richiesto. Qui, probabilmente, si richiedeva solo di riportare alla bell’e meglio su carta un livello del videogame (giusto per ricordarti di passare a comprarlo) e nient’altro…

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