Cover di Greg Smallwood
Cover di Greg Smallwood

La Boom! Studios si ritrova tra le mani un personaggio che è stato cacciato a pedate da ben quattro altre case – Marvel, Dark Horse, Avatar e Dynamite – però è anche il momento in cui torna di moda grazie a un remake-reboot al cinema: bisogna sfruttare ora Robocop, perché è l’occasione giusta che mancava da vent’anni.
RobocopBeta_ANello stesso febbraio 2014 in cui il film di José Padilha esce in giro per il mondo (Italia compresa), la Boom! Studios inonda le fumetterie addirittura quattro fumetti diversi, quattro one shot con protagonista il Robocop ridisegnato. Partiamo con “RoboCop: Beta“.

Ed Brisson (Peter Panzerfaust, Sheltered) ai testi ed Emilio Laiso (Grimm Fairy Tales) ai disegni ci portano nell’Iran “aiutato” dagli americani, che sparano democrazia a raffiche serrate.
La OmniCorp (che nella vecchia saga era la OCP) è una delle aziende private che sperimenta su campo le nuove armi – che poi venderanno a Paesi nemici per continuare a giocare alla guerra – e un giorno si presenta con un’arma bella grossa: un robot infallibile che “democratizza” un plotone di nemici senza lasciarne uno vivo. Tutti sono ovviamente contenti di quella distruzione esagerata e si complimentano con il robot… che risulta essere il loro vecchio commilitone Joshua Duncan.

La OmniCorp ha infatti raccolto il soldato Joshua morente e l’ha usato per inserirne cervello e spina dorsale nel cyborg studiato per scopi militari. Ma ovviamente insieme alla mente si sono portati appresso anche gli incubi.
Joshua rivive brani dei suoi ultimi momenti di vita… quando cioè ha ucciso a sangue freddo una famigliola di innocenti, perché voleva da loro informazioni sui terroristi.
Si libera dal controllo dell’OmniCorp, raggiunge un Ed-209 e gli spara, sapendo benissimo che la macchina risponderà inondandolo di piombo.

RobocopBeta_BFinisce così il “beta”, un fumetto che racconta di un esperimento finito male, di un Robocop nato dal fronte arabo invece che nei sobborghi di Detroit, dall’esoscheletro marroncino e dalla mente confusa e terrorizzata di un soldato schizzato.
Ovviamente dopo il suicidio di Joshua la OmniCorp mette tutto a tacere e fa sparire i documenti: nessuno al mondo deve sapere del Robocop nato al fronte.

La storia è simpatica e testimonia la folle mentalità guerraiola americana, che non prova nemmeno più a nascondersi o mascherarsi.
Alla prossima settimana per gli altri Robocop del febbraio 2014.

L.

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