RoboCop: To Live and Die in Detroit (2014)

Cover di Piotr Kowalski
Cover di Piotr Kowalski

Siamo sempre nel febbraio del 2014, il nuovo film di Robocop è al cinema e la Boom! Studios sta cercando di spremere ogni briciola di notorietà sia rimasta nel marchio che stringe tra le mani.
Dopo averci presentato un progetto abortito (Beta) e l’allucinazione dovuta alla trasformazione in cyborg ( Memento mori), è il momento di conoscere la vita su strada del nostro nuovo eroe: ecco dunque “RoboCop: To Live and Die in Detroit“, scritto da Joe Harris e disegnato da Piotr Kowalski.

Entra in scena il nuovo RoboCop
Entra in scena il nuovo RoboCop

Sebbene i colleghi poliziotti non stravedano per lui, la OmniCorp ha puntato molto sul cyborg ed è orgogliosa di vederlo in azione: si getta tra le fiamme e in acqua per salvare gli innocenti quindi pare andare tutto bene. Anzi: troppo bene!
Murphy infatti conduce una indagine personale per risalire ai colpevoli di un traffico di bambini, e scopre che sono poliziotti. La sottigliezza dello sbirro corrotto esula dalla sua programmazione e così inizia a fare pulizia fino ai vertici dell’organizzazione di schiavisti.

Fuoco di piombo, ispettore RoboCop
Fuoco di piombo, ispettore RoboCop

Storia veloce e simpatica, un buon materiale pubblicitario per il film ma non molto di più…

L.

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10 commenti

  1. Una bella pubblicità davvero, confesso che solo per il titolo, io questo fumetto lo comprerei, giocarsi un celebre pezzo (tanto celebre che lo conosco anche io) di Tupac così, bene, bravi, anche i disegni non sembrano male. Unico difetto…. Mi ricorda il remake, ma per quello non è colpa degli autori di questo fumetto 😉 Cheers!

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      • Proprio così! 😉 E infatti, a prescindere da spigliatezza e buoni disegni, l’impressione è che per il momento il tutto rimanga ancora legato assai al battage pubblicitario del remake: probabilmente non si ritiene ancora il neo-Murphy un personaggio abbastanza solido da renderlo autonomo dal film, come è stato fatto nel corso degli anni (con risultati -sappiamo- MOLTO alterni 😦 ) per il Robocop originale… Ma, se il nuovo Robocop davvero vuole fumettisticamente ricostruirsi la propria storia (sempre tenendo conto dell’eredità pesantissima che si porta dietro, alienandogli le simpatie dei più), allora lasciarsi il film alle spalle è un passo da fare il prima possibile.

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      • Sarebbe davvero un passo fondamentale, se la casa fosse davvero interessata a far crescere il personaggio. Lo ha dimostrato la Dark Horse con Aliens e Predator, che ha saputo rendere immuni ai disastri cinematografici e invincibili a fumetti. Addirittura il suo recente mega-ciclo alieno ha reso intrigante l’orribile Prometheus di Scott!
        Temo che per Robocop non ci siano questi piani…

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  2. A dirla tutta, non lo penso neanch’io… Perché, anche se le cose si mettessero un po’ meglio, difficilmente raggiungerebbe -e questo non credo lo ignorino- anche solo una parte del richiamo del personaggio originale. Qui non si gioca sul sicuro, come ha fatto invece la Dark Horse con colossi come Aliens, Predator e l’ultimo ciclo Prometheiano (che a me poi, nonostante i difetti, il film è piaciuto, eh 😉 )…
    P.S. Della Dark Horse non mi è dispiaciuta né la produzione anni ’90 dedicata a La Cosa, né quella più recente con l’ultimo The Thing: The Northman Nightmare…

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