Cover di Jason Copeland
Cover di Jason Copeland

Siamo sempre nel febbraio del 2014, il nuovo film di Robocop è al cinema e la Boom! Studios sta cercando di spremere ogni briciola di notorietà sia rimasta nel marchio che stringe tra le mani.
Ecco dunque la terza uscita del mese “Hominem ex machina“, scritto da Michael Moreci (Hoax Hunters, Chaos) e disegnato da Jason Copeland.
Ok, non chiedetemi perché abbiamo scritto “hominem” (accusativo) invece di un più plausibile “homo” (nominativo), è noto che gli americani usano un latino tutto loro che non ha molti legami con quello che conosciamo noi. (Il “qui pro quo” di Hannibal Lecter è un caso storico: la locuzione è sbagliata, ma gli inglesi la usano da secoli con il significato di “do ut des”… quindi alla fine Lecter sbaglia per noi ma dice giusto nella sua lingua!)

RoboCop in azione
RoboCop in azione

RoboCop (con la C maiuscola) si aggira nelle strade di Detroit, notte e giorno, per spargere giustizia a suon di pistola laser. Eh già, niente pistole vere che se no i giovani lettori si mettono paura…
Dopo aver arrestato un uomo che dice di aver violato la legge per necessità, RoboCop deve affrontare la figlioletta dell’uomo che grida e lo accusa di essere un mostro. Proprio come era già successo per Prime Suspect (1992), che iniziava con una trovata identica, iniziano i dilemmi morali di Murphy.

Aspetta, ma 'sta scena non l'ho già letta nel '92?
Aspetta, ma ‘sta scena non l’ho già letta nel ’92?

Malgrado gli esami di laboratorio non evidenzino falle o malfunzionamenti nel suo organismo robotico, è ovvio che la capoccia di Murphy sta vivendo un brutto periodo: si sente in colpa, sebbene abbia scrupolosamente seguito la legge.
A nulla vale l’aiuto di Lewis – che da bianca bionda dei film qui diventa black buddy! – e la situazione peggiora quando il quartiere si infiamma e scoppia la rivolta: vogliono il corpo di RoboCop altrimenti scorrerà la violenza. E per farsi capire, sequestrano un pullman di bambini e minacciano di ucciderli.
Spinto da questa bojata di sceneggiatura, RoboCop scende in campo e in due vignette fa fuori i cattivi.

RoboCop contro tutti!
RoboCop contro tutti!

Come per tutte le storie della Boom! Studios, anche questa è solo un gadget del film, un portachiavi a forma di fumetto: perché sprecare a imbrattare la carta con queste sceneggiature ridicole? Vedremo come svilupperà il personaggio appena gli echi del film saranno passati. (Superato il 2000, i film vengono dimenticati dopo un mese, quindi non dovremo aspettare molto!)

L.

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