Cover di Tom Feister
Cover di Tom Feister

Mancava un tassello nella storia di Robocop a fumetti, e cioè il secondo scontro con il robot per eccellenza (dopo quello firmato da Frank Miller): ecco dunque “Terminator vs Robocop: Kill Human“, scritto dal britannico Rob Williams e disegnato splendidamente da P.J. Holden.

Due mascelle d'acciaio!
Due mascelle d’acciaio!

Siamo di nuovo nel futuro buio dove Skynet sta sterminando gli umani, e stavolta ci è quasi riuscita: Lauren Amendola, la protagonista, potrebbe essere l’ultima donna in vita. Per sfuggire all’attacco di un T800 va a rintanarsi in un quello che scopre essere un museo della tecnologia, dove Skynet espone – non si sa a favore di chi! – la storia delle macchine che hanno portato alla sua nascita. Lauren riesce ad aprire una teca in cui è esposto Robocop un secondo prima di essere raggiunta dal T800: come per magia Murphy si risveglia nel futuro e inizia a prendere a calci Terminator!
RobocopTerminator_AAttivato uno stupido Ed209, che stavolta è utile perché mitraglia T800 a raffica, Murphy consulta un computer e scopre che Skynet considera davvero Lauren l’ultima umana esistente. Scopre però qualcos’altro: un impulso irresistibile… ad uccidere umani.
Un colpo in fronte e Lauren cade a terra: Robocop ha appena ucciso l’ultimo essere umano…

Ancora confuso per lo strano mondo in cui si è risvegliato e per l’insano gesto appena compiuto, Murphy non si dà pace al pensiero che non esista più l’umanità. Parlando con Skynet – rappresentato in forma femminile – scopre che viene considerato “non una minaccia”, perché in fondo anche lui è un robot.
Murphy vuole sistemare le cose e si fa spiegare come tornare indietro nel tempo: come cioè tornare al momento… in cui Schwarzenegger sta distruggendo la Cyberdine!

Un bel salto indietro al 1991!
Un bel salto indietro al 1991!

Fatto fuori il T800 del secondo film, la missione di Robocop è aiutare… indovinate un po’? Sarah e John Connor!
Tende loro una mano e sgancia la frase storica:

Come with me if you want to live.

Si ricrea l’inseguimento elicottero-furgone del secondo film – e noto con piacere che il terzo film viene bellamente (e giustamente) ignorato – ma stavolta è Murphy a guidare, non certo per la salvezza dei Connor. Loro sono solo una pedina in un gioco titanico: un gioco della guerra che Robocop ha iniziato, facendo scontrare Skynet… contro l’OCP.

Robocop Powerloader!
Robocop Powerloader!

Il nostro eroe infatti non è tornato subito indietro a prendere i Connor, prima si è fermato indietro nel tempo (!) a fondare la OCP, che in futuro creerà Robocop, così da poter contare su mezzi sufficienti per sfidare Skynet.
Il terribile atto finale di questa guerra si svolge in mezzo all’oceano, dove la flotta dell’OCP offre protezione ai Connor… ma forse è solo una trappola per attirare il T1000. Robocop dovrà ora prendere una decisione che forse un umano non sarebbe in grado di affrontare: fin dove potrai spingerti… per impedire la nascita futura di Skynet?

Fin dove sei disposto ad arrivare, per salvare l'umanità?
Fin dove sei disposto ad arrivare, per salvare l’umanità?

Lo stupendo finale corona una miniserie spettacolare che dimostra quanto la Dynamite sia regina incontrastata del pulp moderno, in quanto è l’unica casa che abbia regalato al povero Robocop un minimo di spessore.
Anche Terminator è stato trattato bene dalla Dynamite, ma poi l’apice lo toccherà con la splendida saga in 12 episodi che la Dark Horse Presenta dal #.
Questo scontro epico lascia il segno e non rimane che augurarci di leggere in futuro altri “scontri” simili.

L.

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