Cover di Sal Buscema
Cover di Sal Buscema

È più che nota la mia antipatia per il mondo Marvel e le sue strane stranezze, ma quando vedi il logo del Punisher in copertina non puoi resistere.
Scopro dunque che nel 1998, non paghi delle intricate vicende incastrate in decenni di vicende incastrate, la Marvel affida a Tom DeFalco e Ron Frenz la creazione di un personaggio da inserire in un universo narrativo parallelo: May “Mayday” Parker, figlia di Peter nonché Spider-Girl.
È un universo di supereroi (e)virati al femminile: che sia uno dei vari tentativi Marvel di acchiappare il mitologico pubblico femminile? (Della cui esistenza tanto si ipotizza ma di cui prove finora non ce ne sono: si crede per fede che ci siano ragazze che leggono fumetti con supereroi, ma di prove concrete non se ne adducono mai. Ci sono anche uomini che leggono romanzetti d’amore, ma nessuno va in giro dicendo che la Harlequin debba pensare a loro!)

Anche il Castle alternativo è sempre Castle!
Anche il Castle alternativo è sempre Castle!

Il personaggio di Spider-Girl è quasi inedito in Italia, e questo è lodevole perché vuol dire che la nostra editoria non è completamente succube della Casa delle Idee (Confuse).
Dunque è inedito questo ciclo di quattro numeri della testata “Spectacular Spider-Girl“, uscito dal luglio all’ottobre 2010 con gli ottimi disegni di Sal Buscema.

Mica solo Batman lancia segnali nella notte!
Mica solo Batman lancia segnali nella notte!

Non provo nemmeno a capire il guazzabuglio guazzabuglioso di intricate vicende che costituiscono il background del personaggio, mi limito a constatare che in questa realtà alternativa Frank Castle si è ritirato in Sud America considerando conclusa la sua lotta alla mafia: e già questo fa capire che siamo davanti ad una farsa, visto che è ridicolo ipotizzare la “fine” della mafia. (Anche dopo un ipotetico olocausto nucleare rimarrebbero in vita almeno un ladro e un mafioso, che stringerebbero alleanza!)
SpiderGirl2010_CGiuntogli all’orecchio che sembra esserci ancora qualche mafioso a New York (ma solo lì, eh?), il Punisher mette in borsa i suoi fucili e torna nella sua città per ripulirla a suo modo. Qui si scontra con un beota vestito da ragno – come succede da circa quarant’anni – ma stavolta è “una” beota.

Se già l’eterno scontro fra Castle e Spidey non fosse scritto male di suo, l’inondazione di supereroine intorbida alquanto le acque e mi rende impossibile la lettura.
Sarebbero queste anoressiche androgine la tecnica con cui la Marvel catturerebbe il fantomatico pubblico femminile? Allora perché non farle chiattone e con acconciature improponibili, tipo Adele (cantante apprezzata dalle donne)? Fate un’eroina col costume da ape: che so… Buzz-Icona…

L.

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