Le donne di Greg Rucka: Rachel Cole

Cover di Marco Checchetto
Cover di Marco Checchetto

L’ultima puntata di questa rubrica si fonde con un’altra rubrica che ho iniziato tempo fa: Le donne del Punisher, lasciata in sospeso ma sempre pronta a ripartire.
Non so se Greg Rucka sarà più in grado di ricreare uno dei suoi grandi personaggi femminili, come la mitica e fantascientifica Forever di Lazarus, la detective hardboiled Dex di Stumptown, la primissima agente Tara Chace Queen and Country o l’addestramento filosofico-marziale di Elektra. Molti suoi personaggi sono ottimi sulla carta – capito il gioco? Essendo fumetti sono tutti sulla carta! – ma poi all’atto pratico sono debolissimi se non proprio deludenti. Preferisco chiudere con il botto, anzi: con il super-botto.
Ecco l’unica, vera, sola, indimenticabile Punitrix: Rachel Cole.

RachelCole_ATre missioni in Afghanistan come capo della prima SIF: Squadra d’Ingaggio Femminile del corpo dei Marine. La terza donna a ricevere la Stella d’Argento dal secondo dopoguerra. Rachel Cole è una soldatessa di prima categoria che ora ha un solo obiettivo: sposare l’uomo che ama, il dottor Alves. Ed ogni volta che qualcuno la chiamerà Cole, lei correggerà: «Sono Alves: ho preso il cognome di mio marito.»
Eppure la nostra eroina è stata sposata per un paio d’ore, perché durante il suo pranzo di nozze una banda di criminali è entrata nel locale e ha esploso fiumi di proiettili ad altezza d’uomo: decine di cadaveri, compreso il dottor Alves. Ferita e in fin di vita, Rachel Cole si trasforma in una delle più amate figure della narrativa di genere: la sposa vendicatrice.

Servono cento giorni per ricucire e riabilitare il fisico di Rachel, ma la sua anima sarà morta per sempre, ed ora ha un unico obiettivo: sterminare gli uomini del Consorzio che le hanno ucciso l’amato marito. (Non ho neanche tentato di capire cosa sia ‘sto Consorzio, è una delle tante congreghe di cattivi da operetta della Marvel, di cui mi interessa poco.)
Rachel ha l’addestramento e la motivazione per tendere un agguato e far fuori un bel po’ di cattivi, ma sul luogo incontra l’uomo che le cambierà la vita: Frank Castle, il Punisher, che da quarant’anni fa quello che Rachel fa da quaranta minuti…

Il maestro e l'allieva...
Il maestro e l’allieva…

Greg Rucka riceve dalla Marvel uno spazio ampio, non i soliti due o tre numeri dove condensare tutto, bensì un’intera annata del Punisher: chiamatela “Punisher Volume 9″o semplicemente “The Punisher”, come fanno alcuni database, ma dall’ottobre 2011 al dicembre 2012 il personaggio è nelle capaci mani dell’autore di San Francisco… che si diverte un mondo! (In Italia la saga esce nei primi 16 numeri della testata “Devil e i Cavalieri Marvel“, dal febbraio 2012 al maggio 2013, con la traduzione di Fiorenzo Delle Rupi.)

Tra le più belle giustiziere della storia...
Tra le più belle giustiziere della storia…

Ai disegni troviamo uno strepitoso e larger than life Marco Checchetto, bravo oltre ogni immaginazione che reinventa un Punisher spettacolare e una Rachel Cole più bella della maggior parte delle donne mai apparse su carta: per motivi che esulano dalla mia comprensione, dopo cinque numeri tolgono a Marco i disegni della serie che cominciano a rimbalzare di nome in nome, senza che nessuno dei nuovi disegnatori si disturbi a rispettare i tratti somatici degli albi precedenti, creando un minestrone molto sgradevole. Brava Marvel, sempre la scelta giusta al momento giusto…

La missione è chiara
La missione è chiara

Rachel e Frank si capiscono subito, se lo leggono negli occhi che hanno lo stesso sangue e lo stesso odio in corpo. Senza dire una sola parola, si ritrovano alleati nella “guerra al crimine” che Castle sta conducendo da decenni: ma Rachel in realtà vuole solo il Consorzio, non è che sia molto interessata a tutti i criminali come il nostro indossatore di magliette con teschio preferito.

Frank e Rachel secondo Marco Checchetto
Frank e Rachel secondo Marco Checchetto

Quando il Punisher capisce che la donna non è ben focalizzata sulla missione, infrange il suo mutismo – non si sa perché, ma dall’epoca di Garth Ennis Castle è molto taciturno, mentre in passato parlava come chiunque altro… – e le spiega cosa voglia dire essere un “punitore”. Cosa voglia dire essere un morto che cammina…

I morti non ascoltano la musica, non pensano a farsi belli, non cercano sapori, colori, calore o amicizia. Perché i morti non provano più niente. I morti non hanno uno scopo, i morti hanno una missione. Non abbiamo altro.

Si limita a questo il dialogo tra Frank e Rachel: sono due alleati, non amici né compagnoni. Né tanto meno amanti: dai tempi di Coyle Frank non ama più le punitrix
Sbaragliando il Consorzio, Rachel commette il peggior passo falso agli occhi di Castle: uccide per errore un poliziotto. È stato davvero un errore, ma è ovvio che l’alleanza finisce qui.
L’unico affetto che Castle può dimostrare alla donna che gli è stata accanto per quasi un anno… è di non spararle sul posto…

Mi sa che l'alleanza è finita...
Mi sa che l’alleanza è finita…

Rachel Cole ha raggiunto il suo scopo, ha distrutto il Consorzio, la sua vendetta è compiuta. Ora può aspettare la polizia e puntare l’arma in attesa che un cecchino metta fine alla sua sofferenza. Ma l’ultimo regalo del Punisher sarà la vita…

Greg Rucka riversa nel personaggio tutto il meglio della sua poetica e Checchetto l’aiuta utilizzando tutto il meglio della sua arte: il risultato è qualcosa di irripetibile, una meravigliosa perfezione che lascia l’amaro in bocca… Perché difficilmente leggerai qualcosa di così bello…
Addio, Rachel Cole: che la vita ti sia meno grave… e speriamo di incontrarti di nuovo.

L.

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4 commenti

      • … Ed è forse per questo che hanno deciso la rottura della loro alleanza, facendole uccidere un poliziotto. Frank non sarebbe comunque stato tipo da ammorbidirsi, certo, ma avrebbe dovuto dividere il ruolo da mattatore/mattatoio con una partner capace di attirare l’attenzione su di lei, come mai era successo prima d’ora: di fatto, rischiava di non essere più IL protagonista (appunto).

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