Destroyer (1989) Il suo nome è Remo Williams

Cover di Joe Jusko
Cover di Joe Jusko

Oggi, 14 marzo 2016, festeggio i 30 dell’arrivo nei cinema italiani del film Il mio nome è Remo Williams, a blog unificati.
Ecco le tappe del blogtour, con anche i link di amici che hanno partecipato:

  • Beati Lotofagi” presenta una delle sue mitiche gallerie fotografiche
  • Il Zinefilo” racconta, a suo modo, il film di Remo Williams
  • Gli Archivi di Uruk” presenta il personaggio nella sua vita letteraria italiana
  • CitaScacchi” racconta di una partita a scacchi tra Remo contro un cattivo nazista, in uno dei rari suoi romanzi usciti in Italia
  • IPMP” (Italian Pulp Movie Posters) presenta la locandina italiana apparsa sui giornali dell’epoca
  • NonQuelMarlowe” presenta note personali sui romanzi usciti in Italia
  • La Bara Volante” di Cassidy partecipa ai festeggiamenti con la sua recensione.

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Nessuno in Italia si è accorto che nel 1982 sono usciti ben quattro romanzi con protagonisti l’action hero Remo Williams (tutti presentati negli Archivi di Uruk), ma di sicuro nel 1986 – proprio quel 14 marzo di cui oggi ricorrono i 30 anni – un gran numero di spettatori trovò spettacolare la nascita di un nuovo grande eroe d’azione.
Ok, il successo non è stato tale da consentire una serie di film, come si pensava all’inizio, e il personaggio è rimasto puramente letterario – nel 2016 è uscito il suo 151° libro d’azione! – ma di sicuro sul finire degli anni Ottanta in Italia Remo Williams era un nome “figo”.
La PlayPress diretta da Mario Ferri deve aver pensato che valesse la pena provare a catturare i lettori da edicola: in fondo era un periodo in cui presentava “film a fumetti”, da Terminator 2Nightmare on Elm Street fino a Hellraiser di Barker. Per non parlare delle saghe originali di Aliens, Predator e Terminator, che andavano alla grandissima.

Remo_Fumetto_BNell’aprile del 1990 dunque esce in edicola “Destroyer. Le avventure di Remo e Chiun“: nessuna scritta chiariva che era lo stesso Remo Williams del film di qualche anno prima, e forse non è stata una idea felice.
La pubblicazione – tradotta da Mauro Ruggirello – è targata Marvel ed è iniziata nel 1989: proprio come il film, non avrà vita lunga e si interromperà dopo nove numeri, solo sei dei quali arrivano anche in Italia. Nell’ottobre 1991 la Marvel prova a ristampare una raccolta dei primi quattro numeri aggiungendo i colori, ma non è destino che Remo Williams viva in qualsiasi altro medium che non siano i suoi fortunati libri.

Partendo da una rielaborazione del “canone” librario, lo sceneggiatore Will Murray scrive storie inedite per il personaggio ma attingendo ad elementi “spiluccati” dai romanzi. La formula è la stessa – eroe addestrato da maestro asiatico in ogni arte di combattimento è al servizio del bene e affronta ogni cattivo gli si pari davanti – ma le avventure sono personalizzate. Inoltre ci sono molti più combattimenti e morti che nel castissimo film.

Mani che tagliano mani!
Mani che tagliano mani!

Ai disegni si alternano l’esordiente Lee Weeks, Tom Morgan e Carmine Infantino, con disegni esplosivi e molto “d’azione”. Le storie sono piene di stereotipi da ogni parte del mondo, dal Medio Oriente all’Asia, quindi c’è materiale di grana grossa ma ricco di movimento.
Non è una serie che si legga con piacere, oggi, e temo che i castigatissimi anni Novanta – quando anche Terminator aveva smesso di uccidere – non fossero il momento giusto per un eroe violento e ammazza-sette. Inoltre lo stereotipo dell’asiatico maestro di ogni stile marziale era già bello che stantio, con in più i giapponesi che si stavano comprando le major americane e stavano invadendo la cultura pop con i loro manga: era davvero il momento peggiore per proporre Remo Williams a fumetti…

Un po' fuori moda per gli anni Novanta...
Un po’ fuori moda per gli anni Novanta…

Il personaggio creato da Warren Murphy e Richard Sapir condivide il destino dei grandi eroi d’azione letterari, come il connazionale Mack Blolan e il parigino Malko Linge: una sterminata bibliografia, un successo travolgente e inarrestabile… ma totale fallimento non appena si provano altri media

L.

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10 pensieri su “Destroyer (1989) Il suo nome è Remo Williams

  1. Comprai il numero 2 del fumetto della Play Press
    Ricordo anche che quel fumetto per l’epoca venne anche considerato troppo ironico (e dissacrante). In quegli anni l’eroe principale veniva quasi considerato intoccabile e per molti lettori vedere che Remo Williams nei fumetti veniva preso in giro dagli autori e dai comprimari fu quasi considerato una sorta di peccato mortale!

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      1. Sì, direi che il Sinanju in questo frangente proprio non lo ha aiutato 😉
        Il fumetto ricordo a malapena di averlo sfogliato, all’epoca…

        Liked by 1 persona

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