Aliens – Defiance (2016) 1

Cover di Massimo Carnevale
Cover di Massimo Carnevale

A sorpresa la mitica Dark Horse Comics di Mike Richardson colpisce dritto al cuore di tutti noi “alienofili” (o “xenomorfofili”?) tirando fuori lo scorso 27 aprile 2016 una nuova saga aliena, dopo il grande ciclo “Fire and Stone“.
Niente più meet up, si torna a cupe storie aliene fatte di relitti misteriosi e di Colonial Marines allo sbaraglio: ecco dunque “Aliens: Defiance 1“.
Dei testi si occupa il prolifico Brian Wood (Valkyrie, The Massive, Star Wars, Conan the Barbarian, giusto per citare qualche testata curata per la DHC), mentre ai disegni troviamo Tristan Jones (nuova leva della casa).

AliensDefiance1aDue ore e puoi tornare a casa.
Questo si ripete la soldatessa di prima classe Zula Hendricks dei Colonial Marines, per darsi il coraggio di affrontare la missione affidatale dalla Weyland-Yutani: prendere possesso di un relitto.
Zula ha riportato gravi ferite alla spina dorsale e si trovava all’avamposto ospedaliero Tranquility Base, sulla Luna, per sottoporsi a vari interventi dolorosi, da cui non si è ancora totalmente ripresa. Non stupisce che la Compagnia preferisca usare i droni umani, decisamente meno problematici e “fragili” delle persone.
La legge dello spazio dice che chi trova un relitto può vantarne il possesso, ma solo se un umano sale a bordo: ai droni della Weyland-Yutani serve dunque una “badante umana” per mere esigenze burocratiche. Un lavoro non certo prestigioso, ma perfetto per una soldatessa in convalescenza.
Zula deve accompagnare i droni a prendere possesso di un relitto e poi potrà tornarsene alla propria riabilitazione sul Mare della Tranquillità… in compagnia di Amanda Ripley…

AliensDefiance1eQui arriva il colpaccio della Dark Horse, che da sempre sa giocare bene le proprie carte.
Ricordo che Amanda Ripley, figlia della titanica Ellen, è un personaggio creato appositamente per videogioco “Alien: Isolation” (Sega), ambientato nel 2137: quando cioè la ragazza cerca di scoprire cosa sia successo alla madre, imbarcata sulla Nostromo. Ovviamente Amanda non sa che Ellen Ripley sta viaggiando in ipersonno nello spazio, e verrà risvegliata solo dopo la morte della figlia, nel 2177.
In occasione del gioco, il 7 ottobre 2014 la DHC – in collaborazione con la Sega – ha presentato anche il fumetto omonimo con varie storie ambientate sulla Sevastopol Station, base spaziale dove viene depositata la scatola nera della Nostromo e dove scatta la solita invasione aliena: Amanda Ripley sarà l’unica sopravvissuta di ciò che viene chiamato Sevastopol Incident.
Aliens: Defiance si svolge nel dicembre del 2137, quindi subito dopo gli eventi del videogioco Alien: Isolation e automaticamente quindici anni dopo gli eventi del film Alien (1979).

AliensDefiance1bZula mette dunque piede sul relitto dell’Europa di cui deve rivendicare il possesso per conto della Weyland-Yutani, scoprendo che appartiene alla “concorrente” della Compagnia.
Come abbiamo appreso dalla saga “Predator: Life and Death” (marzo 2016), la Weyland-Yutani non è più la regina incontrastata del commercio spaziale, ma ora ha una valente avversaria: la Seegson.
Com’è facile immaginare, il relitto è pieno di alieni e ben presto Zula soccombe all’attacco degli xenomorfi, insieme ai droidi… ed è qui che inizia lo “strano”.

AliensDefiance1cZula non sembra avere scampo: se non bastassero gli alieni che le si fanno sempre più vicini, una caduta le fora il casco: sarà morta per asfissia in pochi minuti… Ma i droidi la infilano in una delle cuccette per il sonno criogenico e la mettono a dormire.
Ventisette giorni dopo la soldatessa viene risvegliata da Davis, uno dei sette droni sopravvissuti: questi ha preso una decisione indipendente dagli ordini ricevuti, dimostrando molta più umanità degli umani. Perché la Weyland-Yutani ha ordinato di riportare sulla Terra le strane creature presenti sul relitto Europa, mentre Davis – capita la pericolosità di quegli esseri – ha deciso di portare via la nave dalle rotte della Compagnia. Precisamente su LV-44-40: cioè da dove proviene la Europa e dove probabilmente è stata “contaminata” dagli xenomorfi.
La missione che Davis propone a Zula è tanto chiara quanto assurda: andare alla ricerca di altri alieni e distruggerli… prima che la Weyland-Yutani li trovi e li usi come arma.

AliensDefiance1dPrimo numero spettacolare di una saga che promette benissimo. I disegni sono da applauso ad ogni vignetta, rispettando alla perfezione – quasi a livello maniacale, ma in senso buono! – le grafiche e le atmosfere del film del 1979 di Ridley Scott, dopo i cui eventi si pone questa vicenda.
Goduria aliena e bava acida alla bocca durante la lettura: assolutamente consigliato!

L.

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7 pensieri su “Aliens – Defiance (2016) 1

  1. Pensa che per il videogiogo Alien isolation gli sviluppatori hanno avuto accesso ai materiali originali dei primo film,il gioco è stato un’insuccesso di vendite(forse penalizzato dal disastroso Colonial marines e dalla difficoltà elevata) e simil Alien e pauroso di consiglio Dead Space(da non giocare di notte).

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    1. Per il mio compleanno dell’ottobre 2014, in cui compivo 40 anni, pensai di comprare il videogioco “Alien Isolation”, ma trovarlo per PC era difficile e mollai, che per i videogiochi non soon proprio portato. Poi ho trovato a due soldi “Colonial Marines”, gioco di cui per anni e anni si è parlato: dopo ore di installazione (in pratica te lo devi scaricare dal sito ufficiale!) ho iniziato a giocare e dopo 10 minuti l’ho cancellato dal PC. La grafica è perfetta e stupenda, emozione fortissima… ma giocabilità zero: in pratica è un film in cui ogni tanto devi fare qualcosa di difficile e in pratica inutile…
      Mille volte meglio “Aliens vs Predator” con relativi sequel: videogiochi divertentissimi e ottime esperienze di gioco.

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  2. Bella l’idea di inserire i nomi degli autori come se fossero i titoli di testa che compaiono sullo schermo nei primi minuti di un film, inoltre la storia è davvero intrigante, cinematografico a tutto tondo direi 😉 Cheers

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      1. Già, ovviamente non usciranno nemmeno questi! La mentalità editoriale dello stivale rimane più aliena di quella di uno xenomorfo 😦
        Peccato, perché queste saghe collocate nei 57 “anni perduti” tra Alien e Aliens hanno davvero molto da raccontare…

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