Tex e il pugile Pat

PatContinua nel mio blog Il Zinefilo la rubrica “Sabato Boxe“, così il sabato ne approfitto per vagare nella boxe a fumetti.

Pat_BUna delle colonne portanti del fumetto italiano è Tex Willer, personaggio ultrasessantenne che è sopravvissuto a tutti i suoi predecessori. Per quanto sia noto il suo pugno d’acciaio, quando si parla di boxe l’attenzione ricade subito su uno dei suoi storici personaggi di contorno: Pat Mac Ryan, l’irlandese buffonesco e macchiettistico che addirittura ha una sua pagina Wikipedia!

Il pugile appare per la prima volta nel mondo texiano il 5 agosto 1957, quando esce la serie di 15 strisce “Nevada” delle Edizioni Audace che presentano una storia intitolata: Pat l’irlandese. (Raccolta poi nel Tex gigante n. 33La valle tragica, nel luglio 1963.)
La storia è ovviamente di Gian Luigi Bonelli mentre ai disegni troviamo Galep (il papà di Tex) e Francesco Gamba.

Prima apparizione di Pat (5 agosto 1957)
Prima apparizione di Pat (5 agosto 1957)

«Per tutti i diavoli! Non intendo perdere!» Così esordisce Pat entrando in scena, mentre litiga con un bieco impresario corrotto che vuole che lui perda l’incontro: a vincere dovrà essere Billy Tiger, campione del Kansas e del Nebraska, così le scommesse saranno proficue.
Tex Willer e Kit Carson per puro caso ascoltano la conversazione animata dalla camera accanto, e andato via l’impresario si mettono d’accordo con Pat per coprirlo: lui sa di poter battere Billy Tiger, e i due pards gli garantiranno protezione da eventuali ritorsioni.

Pat Mac Ryan vs Billy Tiger
Pat Mac Ryan vs Billy Tiger

L’incontro si svolge, l’indomani e Pat colpisce duro, vincendo sull’avversario e trasformando il match in una rissa generale, dove il pubblico sale sul ring e tutti si prendono a sganassoni: nella confusione, sarà facile per Tex e Carson salvare il loro nuovo amico dalla vendetta dell’impresario corrotto.

Passano 42 anni... ma Pat è sempre Pat!
Passano 42 anni… ma Pat è sempre Pat!

Passano 42 anni ma il mondo di Tex non dimentica nulla. Pat è stato un personaggio ricorrente per anni ma con la maturità della testata è stato un po’ messo in disparte. Con il numero 466 (agosto 1999), dal titolo Golden Pass, a sorpresa lo ritroviamo “cambiato”. Ricordo che NULLA cambia nel mondo di Tex dal 1948 ad oggi, quindi trovare Pat con la camicia e la barba è qualcosa di epocale…
Dietro il suo celebre pseudonimo Guido Nolitta c’è Sergio Bonelli, compianto figlio di Gian Luigi e “fratello” di Tex. (Gian Luigi Bonelli infatti era papà di entrambi!) mentre ai disegni c’è il mitico Giovanni Ticci, artista che amo alla follia.

Le "tecniche segrete" di Pat
Le “tecniche segrete” di Pat

Tex e Carson incontrano dopo tanto tempo il loro amico, ovviamente nei guai fino al collo come il suo solito, e Pat ne approfitta per… ricordare il passato! Cioè rievocare – con tanto di flashback – le vignette di Pat l’irlandese.
Ora c’è un altro pugile tronfio da battere, Tony Killer Moreno, e l’incontro apre il numero 467 (settembre 1999), dal titolo La città senza nome.

Chi troppo esulta...
Chi troppo esulta…

Pat è molto sicuro di vincere i duemila dollari in palio, ma fa troppo il galletto… e Tony Killer non è come Billy Tiger: i suoi pugni fanno male…

... si becca gli sganassoni!
… si becca gli sganassoni!

Con gli splendidi e dinamici disegni di Ticci, assistiamo alla sconfitta smaccata di un personaggio che, nei quarant’anni precedenti, passava per essere una montagna umana imbattibile. Ripeto, per una casa ultra-conservatrice come la Bonelli è qualcosa di inimmaginabile!

Knock out, fine dei giochi
Knock out, fine dei giochi

Pat così, dopo una lunga ed onorata carriera, non è più un pugile fenomenale ed imbattibile, ma il suo personaggio ci guadagna in simpatia: è sempre stata una macchietta di grana grossa, onestamente insopportabile, invece in questa sua ultima apparizione diventa un gran simpaticone.
Tornerà mai sul ring il pugile irlandese? Chissà…

L.

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6 pensieri su “Tex e il pugile Pat

  1. Non ho mai letto la prima storia, quella con i disegni del mitico Galep, eppure l’Irlandese Pat (non molta fantasia per il nome) mi diceva qualcosa, infatti nel 1999 ancora leggevo Tex assiduamente e ricordo bene “Golden Pass” 😉 Per il resto concordo con te, Ticci è un gran artista, bellissimo tratto, ottima costruzione della pagine e poi… Produttivo, un fumetto Bonelli ha tante tavole, disegnarle mantenendo le scadenze non è uno scherzo 😉 Cheers!

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    1. Pat è apparso molte volte in passato, anche troppe: era fortemente caratterizzato e spesso buffonesco. Era il classico bonaccione forzuto che risolveva le situazioni spaccando tutto: per fortuna con il tempo la sua presenza è andata scemando.
      Il Tex di Ticci è un mito, anche se da ragazzo il massimo per me era Claudio Villa, all’epoca un idolo per le sue cover di Dylan Dog 😉

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    1. Di solito appariva nei numeri “cento” a colori: quando c’era una storia corale, arrivava subito Pat!
      Gros Jean abitava lontano e appariva solo quando i pards si spostavano nel suo ambiente: Pat era un jolly che invece entrava lui nei territori dei pards 😉

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  2. Pat: “Ricordi? Laggiù ad Abilene
    facevo male perché picchiavo bene”
    Tex: “Peste, Pat, ormai son più di quarant’anni…
    Se vai sul ring, adesso, saran danni!”
    Tony Killer: “Anche in Bonelli ci sono le eccezioni:
    han deciso, tocca a te… becca questi cazzottoni!” 😉

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