mortisospetteMalgrado la data del dicembre 1990, questo fumetto è più “antico”, visto che la storia all’interno appartiene alla collana “Fox”, di cui ho già parlato: si tratta della raccolta delle storie “Trafficanti di morte“, “Un brillante è per sempre” e “Morti sospette“.
Il personaggio è palesemente disegnato sulla figura di Sylvester Stallone dei tempi d’oro.

mortisospette_aPaul A. Fox è un giornalista d’assalto, le cui inchieste fanno tremare i grandi criminali. Fox stana la notizia a calci poi si fa anchorman e ne parla con stile in TV.
La sua donna, Baby Barrell, è triste perché non può ammucchiarsi con la sua amica, così Fox rallegra la serata portandola al bordello e regalandole un amplesso a quattro… dove ovviamente lui è l’unico uomo.

mortisospette_bIntanto il trafficante John Sterling si preoccupa che l’inchiesta televisiva di Fox possa nuocere ai suoi affari. Tenta di uccidere il giornalista ma senza successo, anzi più è minacciato più Fox si intestardisce: neanche la minaccia degli squali basterà, anzi… sarà Sterling stesso a dover discutere con i pescioloni!

mortisospette_cNella seconda avventura scopriamo che anche Baby va in video a presentare inchieste giornalistiche, e quando succede… Fox ne approfitta per spupazzarsi una tizia che passa!
Quando scopre che un’amica ha ricevuto il “brillone”, un anello di diamanti molto costoso, Baby diventa isterica: vuole pure lei il brillone, se no a che serve stare con un uomo? Sarebbe bello dire che è una mentalità degli Ottanta, ma temo sia ancora un attualissimo modo di pensare…)
Fox si salva perché deve inseguire dei pericolosi traffocanti di diamanti e il caso distrae la donna, ma appena tutto è finito Baby torna alla carica e il giornalista deve fare quello che un uomo deve fare… cioè firmare un assegno!

Nell’ultima storia Fox dà la caccia ad una setta segreta, limitandosi solamente a piccole puntatine sessuali.

mortisospette_dLe storie sono semplici polizieschi da telefilm americano dell’epoca con giusto qualche siparietto pornografico che non supera mai le quattro vignette: roba buttata lì senza molta convinzione, giusto per pepare una normalissima vicenda gialla.
Si sente la cultura anni ’80 in sottofondo e non guasta mai.

L.

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