helga3Dalla vasta collezione di fumetti erotici che ho trovato da Ilaria la bancarellaria, ecco un numero 3 della collana “Helga: l’amazzone della guerra” (14 luglio 1969) edita dalla milanese Furio Viano Editore (quella di Vartàn).

Sesso e guerra vanno a braccetto, ce l’ha insegnato Hessa delle Sex Truppen (1970) e poi la sua scopiazzante versione cinematografica Ilsa.
helga3aMa prima… c’era Helga! Ecco la presentazione della testata:

«AI nostri giorni, in quasi tutte le parti del mondo, odio e violenza trascinano i popoli alla lotta. Guerra, spionaggio, amore: tre componenti che portano Helga, ragazza straordinaria e spregiudicata, a vivere le più terribili avventure. Nomi enigmatici l’accompagnano: che cosa significa Paradise? Chi sono gli Angels? Perché Helga porta un medaglione a forma di Stella? Lo scopriremo assieme, avventura dopo avventura, alla ricerca di una verità ignota quanto terribile.»

helga3bQuesto terzo numero, “Mercenari per la gloria“, è ambientato nel «continente nero, ai confini fra il Biafra e la Nigeria».
L’esercito nigeriano incalza e semina violenza e orrore nel Biafra, e l’unico aiuto della popolazione consiste nelle forze mercenarie guidate dal capitano Walker: perché dei mercenari dovrebbero far questo non è chiaro.
Walker incarica Dick di comprare munizioni a Lagos, capitale della Nigeria, da mercanti arabi con la mediazione di una ragazza di nome Manila. Ok, il minestrone etnico-geografico è cotto!

Le comunicazioni tra i mercenari e la nave araba sono intercettate da Helga, che entra in gioco e comincia ad uccidere cinesi… Aspetta, come “cinesi”? Ma non siamo in Africa?
Comincia una confusissima storia razzistica in cui solo gli anglofoni sono buoni e tutto il resto del mondo è un “muso”: dai musi neri ai musi gialli…

helga3cL’eroina Helga, in reggiseno e minigonna, zompa da una parte all’altra con il suo strano vocabolario – per lei è “fatale” fare questo, “fatale” fare quello e via dicendo – e picchia o uccide chiunque non parli americano. Dando per scontato che i mercenari siano americani… (Ma non sono guerrieri senza onore al sevizio di chi paga meglio?)

helga3dLa storiellina di guerra è roba di grana grossa, siamo molto lontani dalla “Guerra d’eroi”: la testata italiana del 1965 con storie americane a cui credo questo fumetto strizzi l’occhio. Se già quelle storie americane peccavano di una scorrettezza politica serpeggiante, qui si scade nel razzismo becero che però è segno dei tempi: non è un’esagerazione che avrebbe indignato i lettori, bensì l’uso di concetti condivisi di sicuro appeal tra i lettori dell’epoca.

helga3eCosì i gialli sono insetti da schiacciare e i neri sono tutti infidi e traditori: pure la bella moretta Manila a seno nudo – perché le nere girano sempre a seno nudo! – merita di essere passata per le armi.

helga3fUna storiella di guerra dove l’eroina Helga vince tutto e mena tutti, uccidendo chi lo merita e passando alla prossima avventura.

helga3gNon è una storia che lasci il segno, soprattutto se confrontata con la splendida Hessa, ed è da notare la totale mancanza di “erotismo”: a parte il reggiseno di Helga e il seno nudo (coperto) di Manila non c’è altro in questo albo per giustificare la scritta in copertina “fumetto per adulti”.

L.

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