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Nel 1984 la Edifumetto di Renzo Barbieri raccoglie uno spunto di grande moda: il tema delle ginoidi, proprio nell’anno in cui – a insaputa di tutti – viene inventato il nome per indicarle. (Per sapere tutto sulle donne artificiali, vi rimando al mio saggio.)
La testata dunque si chiama “Bionika” e il primo numero è intitolato “Più unica che rara!“: ai disegni mi dicono esserci il mitico Giovanni Romanini, e scusate se è poco!

bionika1aSeka Diamond è la capitana delle Footbells, la squadra femminile più amata e vincente d’America. Però durante un trasferimento in aereo un incidente fa crollare il velivolo e l’intera squadra perde la vita: Seka si salva per un soffio solo purché era in bagno.
Con il corpo maciullato, viene salvata grazie all’aiuto del professor Alistair Manson – allievo numero uno di Einstein nonché creatore della robotica (!) – e del suo bell’androide Monky. In realtà lo scienziato finge di fallire e per il mondo Seka Diamond è morta come tutte le sue compagne di squadra: il suo cadavere invece viene rubato da Monky e “rianimato” da Manson.

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«Tu sei una donna bionica», spiega il professore alla nuova donna che si sveglia sul lettino operatorio, completamente immemore di sé. Lo stesso Manson le dà un nome che testimonia la vera grande creatività italiana: Turbo… Miss Turbo. A volte basta sostituire una “a”…

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Tutto il lavoro scientifico non sembra valere un lavoro di bocca, quindi Manson cede alla tentazione di sfruttare la sua donna bionica per imprese erotiche più che eroiche: mal gliene incoglie e mentre si spupazza Miss Turbo… un infarto se lo porta via.
Perso il suo padre putativo, la donna bionica – che d’un tratto si auto-battezza Bionika a sorpresa – rimane sola insieme all’aitante androide Monky, pronta ad iniziare mille avventure.

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Tecnicamente la protagonista della testata non si può definire ginoide, essendo nata da ventre umano e non costruita, però lo sceneggiatore cerca di rifarsi a più spunti e lascia molto sul vago come abbia fatto il professore a riportare in vita il cadavere di Seka: le ha dato elettricità in omaggio a Frankenstein (come anche ammesso in una nota a testo), ma è forte l’atmosfera da “donna potenziata” come dal settembre 1982 si vedeva nelle nostre TV con la serie La donna bionica (1978).
Non escludo che lo sceneggiatore avesse ben presente il film Android (1982), in Italia dall’agosto 1983, rielaborazione di Roger Corman degli androidi di Blade Runner (1982), con Klaus Kinski che costruisce una ginoide che prende vita nello stesso vago ed inspiegato modo di Bionika. Ma in fondo il tema era forte nell’aria, vista la nascita nel 1983 del manga Nanà Supergirl di Hideo Azuma, trasformato in anime giunto in Italia nel settembre 1984.

Per un’altra recensione del fumetto, vi rimando al blog Zora, Sukia, Ulula e le altre.

L.

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