Triggerman (2016) 1

Cover di Fay Dalton
Cover di Fay Dalton

La Titan Comics è ormai una grande realtà della narrativa letteraria e fumettistica, investendo molto nella cultura popolare tanto da offrire anche un ottimo panorama di novelization e storie inedite nate da film e serie TV. (Tranquilli, è tutta roba che in Italia non vedremo mai.)
La Titan cura una spettacolare collana ispirata al pulp classico dal titolo Hard Case Crime, un marchio che presenta tanto romanzi noir d’annata quanto opere nuove fortemente ispirate allo stile di inizio Novecento: tutti libri che sfoggiano meravigliose copertine retrò da bava alla bocca.
La collana Hard Case Crime ha anche una sua versione a fumetti, e nell’ottobre 2016 inizia una storia creata da un nome che non ha bisogno di presentazioni: Walter Hill.
balles-perduesUno dei maestri del noir americano scrive un soggetto originale con il suo stile unico e lo affida allo sceneggiatore francese Alexis Nolent – che per il mondo dei fumetti assume lo pseudonimo di Matz: il risultato è il sorprendente “Triggerman“.
In realtà questa è la traduzione inglese – a cura di Edward Gauvin – del fumetto originale di Hill e Matz: Balles perdues, edito dalla parigina Rue de Sèvres nel gennaio 2015.

Siamo nell’Arizona del 1932 e subito avvertiamo il forte e intenso sapore del Walter Hill amante di Hammett: la macchina che arriva dal nulla, nel deserto, e si ferma in una piccola cittadina fantasma sembra proprio l’inizio del film Ancora vivo (Last Man Standing, 1996), che Hill ha copiato da Kurosawa adattandolo allo stile di Dashiell Hammett. (Per saperne di più vi rimando al mio speciale sull’argomento.)

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Dall’auto scende un uomo che entra nel bar locale, e già sappiamo che è solo l’inizio di una sparatoria: qualsiasi cosa dirà il barista, la scena finirà sommersa di piombo. E non veniamo contraddetti.
triggerman1bL’uomo misterioso che si presenta semplicemente come Roy è uno che risolve problemi, che aggiusta le situazioni. Il che in pratica vuol dire che è un assassino su commissione. E appena risolto il “problema” facendo parlare il suo amico Tommy Gun, se ne va nel nulla da cui è sbucato.
Stavolta però si porta appresso una autostoppista che sta andando a Los Angeles per entrare nel rutilante mondo del cinema, non come attrice bensì come ballerina. Una bionda frizzante dalla lingua lunga e dal corpo che parla senza bisogno di parole. Insomma, un tipo pericoloso che forse Roy vuole tenersi vicino per controllare meglio.

Un rapido flashback ci fa conoscere un frammento del passato di Roy, che fino alla settimana prima era in un carcere duro dal quale è stato fatto evadere… dalle guardie stesse! Chi mai è così in alto da organizzare una cosa del genere solo per far uscire un avanzdo i galera come Roy? Chi è lui in realtà?
Lo scopriremo a partire dal secondo numero.

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L’inizio di storia è di quelli da applauso, grazie soprattutto agli spettacolari disegni del francese Jean-François Martinez, in arte Jef, che è tornato a collaborare con Matz e Hill per Corps et âme, ad inizio 2016.

L.

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11 pensieri su “Triggerman (2016) 1

  1. La bava alla bocca. Fin dalla bellissima copertina retrò, su Walter Hill poi mi sono alzato d’istinto in piedi 😉 L’inizio sembra proprio quello di “Ancora vivo”, ci sta che un autore torni, anche più volte sui temi che ama, poi per quanto mi riguarda, quando spunta un mitra Thompson sono sempre felice. Cosa si può volere di più, anche il titolo del fumetto è fighissimo 😉 Cheers

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      1. Ti ringrazio, è proprio qualcosa in grado di farmi decollare 😉 Speriamo bene per i prossimi numeri 😉 Per altro, mi sono reso conto solo ora, “copertina retrò” sembra un riferimento al lato B della signorina in copertina 😛 Cheers!

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  2. Quando si legge il nome di cotanto autore (coadiuvato da ottimi sceneggiatori e disegnatori, in più) ci si leva tanto di cappello. E se non lo si ha al momento, lo si va a prendere e lo si mette su apposta per levarselo 😉
    Hill dovrebbe scrivere un fumetto da dedicare allo sfortunato lettore italiano che, nonostante tutto quello che qui non viene pubblicato, resiste allo stremo e va avanti per puro istinto di sopravvivenza… il titolo? Beh, il problema non sussiste: “Ancora vivo” 😛

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      1. … dovrebbe esistere senz’altro, almeno teoricamente. In pratica, però, siamo costretti a tenere conto anche della nostrana “Sindrome Bond” con la sua netta (e idiota) separazione fra cinema e fumetto: ora come ora, non sono poi così sicuro che a Hill toccherebbe un destino differente 😦

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