Hadrian’s Wall (2016)

Cover di Rod Reis
Cover di Rod Reis

In Italia la fantascienza è materia dimenticata, se non fosse per gli Urania mensili. Le case editrici ristampano solo Asimov e Dick e il cinema non offre certo la qualità d’un tempo. E i fumetti?
Dimentichiamo il nostro distratto e smemorato paese e scopriamo che una grande casa come la Image Comics investe in una saga di fantascienza golden age, quella dove non ci si lancia in pipponi sull’origine della vita e dell’universo ma si raccontano storie del futuro, sempre contaminate da altri generi.
Gli sceneggiatori Kyle Higgins e Alec Siegel scrivono uno splendido fumetto disegnato magistralmente da Rod Reis: “Hadrian’s Wall“, iniziato nel settembre 2016.

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Siamo nel futuro e, ovviamente, è un futuro distopico: ne esistono altri? Siamo in un 2085 in cui le due superpotenze anni Ottanta come l’America e l’URSS sono rimaste in equilibrio del terrore e nella corsa alla conquista dello spazio.
Su un’astronave mineraria americana, la Hadrian’s Wall, avviene un incidente: durante un’uscita nello spazio aperto l’astronauta Edward Morgan rimane ucciso da un malfunzionamento della tuta. Un incidente, un caso di routine che però ha bisogno di un ufficiale di polizia che chiuda in fretta le indagini, magari qualcuno decaduto che non faccia domande e sia facilmente manipolabile, visto che è dipendente da farmaci. Qualcuno come Simon.

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Quando Simon mette piede sulla Hadrian’s Wall inizia un classico giallo alla Agatha Christie però ambientato nello spazio. Forse pochi ricorderanno il romanzo del 1975 Dynostar (Urania n. 684) di Kit Pedler e Gerry Davis, in pratica Dieci piccoli indiani nello spazio: ecco, questa saga me l’ha ricordato da vicino, perché in fondo si respira la stessa aria.
Simon è un classico indagatore, anche se in chiave futura, che arriva sulla scena del crimine e capisce subito che qualcosa non va, che gli stanno nascondendo la verità. Dietro l’incidente c’è qualcosa di ben più grande.

Futuro dal software arcaico
Futuro dal software arcaico

C’è l’amico che poi in fondo tanto amico non è, c’è l’equipaggio che mal sopporta un impiccione a bordo, c’è la compagnia che preme perché ripartano i lavori interrotti per le indagini, ma peggio ancora c’è l’ex moglie di Simon in un posto di comando della Hadrian’s Wall.
Come se non bastasse questa situazione esplosiva, c’è la questione del nome dell’astronave, che si rifà alla grande struttura del II secolo d.C. che noi chiamiamo Vallo di Adriano: curiosamente traduciamo sempre wall come muro o parete e invece in quel caso abbiamo lasciato il vallum latino, il cui termine inglese è un derivazione.
hadrianswall1dServiva a delimitare i territori romani in Britannia dai barbari del nord, ingestibili e incontrollabili. Come mai è stato scelto questo nome? Il 2016 di questo fumetto si chiude con la risposta: stanno arrivando gli astronauti russi, ribelli, e conquistare Hadrian’s Wall è il primo atto di un’invasione su larga scala.
Nel 2017 scopriremo il loro piano.

Un fumetto splendidamente illustrato e scritto con il cuore ma soprattutto con tanta testa. L’indagine è gestita proprio come se fosse un romanzo giallo d’altri tempi e i personaggi sono molto azzeccati: non rimane che attendere i nuovi sviluppi di quest’anno.

L.

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6 pensieri su “Hadrian’s Wall (2016)

  1. Sembrano lontani anni luce i tempi in cui la Image Comics produceva solo super eroi nerboruti disegnati a colpi di splash page ad effetto e con trame riassumibili come “… E il buono vince”. Oggi sono una casa editrice opposta, che punta a belle storie anche di fantascienza, tipo questa che fin dal titolo promette molto bene 😉 Cheers

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    1. Ti ringrazio e ormai leggo solo in digitale: il cartaceo occupa troppo spazio e i miei occhi (ahimè) non mettono più a fuoco come un tempo: sullo smartphone invece posso zoomare a piacimento e spesso mi godo molto di più i disegni, che sul cartaceo da tempo non notavo neanche più.
      In Italia è raro trovare fumetti digitali, per questo mi sono rassegnato ai comics in lingua originale: visto che tutto quello che amo è inedito da noi, ne sono doppiaggio costretto!
      Ogni casa ha il suo store interno, ma su Amazon vai tranquillo, e trovi spesso belle offerte e sconti. Per esempio capita che vecchi fumetti vengano ristampati in Omnibus convenienti.
      Il digitale è un sogno, soprattutto per chi come me passa quasi tutta la giornata fuori casa: ti inzeppi lo smartphone (o l’iPhone) di fumetti e stai a posto. Con l’app di WordPress ne commento la lettura, spesso in tempo reale, e il gioco è fatto 😉

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  2. Uno spettacolo per gli occhi e per la mente, è il caso di dire 😉
    Forse è solo una mia impressione ma così, a colpo d’occhio, Simon sembra avere le fattezze di James Purefoy…

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