White (2016) 2

Cover di Dan Schaffer
Cover di Dan Schaffer

Per gemellarmi con la rubrica sabatina Saturday is a Sharkday, in cui il blog Il Cumbrugliume presenta ogni settimana un bel filmaccio con squalo protagonista – e a tal proposito vi ricordo i filmacci con squalacci del Zinefilo! – continuo il viaggio nel piccolo capolavoro scritto e disegnato dal britannico Dan Schaffer: “White” (1First Comics).

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Willa è ancora bloccata in mezzo all’oceano sull’ala galleggiante appartenuta al suo aereo precipitato. Caso strano, per essere un horror, la protagonista ha un telefono satellitare perfettamente funzionante, e continua a rimanere in contatto con una oceanografa che cerca di aiutarla.
Non è facile recuperare qualcuno nel mezzo dell’oceano, e anche se ci sono navi in giro non è che possano accorrere sul luogo in tempi rapidi: una previsione ottimistica dice che serviranno almeno quattro ore alla prima nave utile per trovare Willa… ma lei probabilmente non ha neanche quattro minuti!

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La protagonista già aveva bei problemi, visto che era circondata di squaloni curiosoni, ma ora si sono scansati tutti e sono spariti. Perché nel territorio è arrivato un grande squalo bianco a comandarsela, un mostro grande come un treno… che è pure femmina. E una femmina incazzata è l’essere più pericoloso del mondo.

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Una storia fatta solo di dialoghi tra Willa e le voci nel telefono, e di disegni meravigliosi. Un piccolo capolavoro che procede intorno ad un unico esile soggetto eppure non sbaglia una vignetta: non un solo secondo di “allungamento di brodo”, non una sola smagliatura, il ritmo è serrato e perfetto. Insomma, questo rischia di essere un capolavoro con le pinne!

L.

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7 commenti

  1. Ribadisco che il soggetto è ottimo, e mi fa piacere che gli autori non abbiano alzato il piede dall’acceleratore, inventandosi qualche “Deus ex machina”, hai pescato una gran serie, pescato? Capito? Vabbè la smetto 😉 Cheers

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      • In effetti, questa è una serie che non ha assolutamente paura di fare… il SALTO DELLO SQUALO! 😛
        P.S. Ha qualcosina in comune con The Shallows di Jaume Collet-Serra… essendo quasi contemporanei, sembrerebbe quasi una specie di (parziale) omaggio reciproco 😉

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      • E, a parte forse i ruoli -solo simili, non altro- della vittima e del predatore (predatrice) credo che la maggiore complessità rispetto al film rimarrà fino alla fine..

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      • Il film rispetta pienamente ogni stereotipo, invece il fumetto è qualcosa davvero di inedito. Il film è stata una visione carina e qualche bella scena con l’attrice vittima/predatrice me la sono gustata, ma rimane ben poco: questo fumetto invece è cazzutissimo e sarà difficile trovare una storia moderna d’assedio che lo superi…

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