Aliens – Defiance (2017) 9

Cover di Stephanie Hans
Cover di Stephanie Hans

Gennaio 2017, l’anno inizia con il nono numero della splendida saga che si riallaccia al videogioco Alien Isolation (Sega 2014): la Dark Horse Comics di Mike Richardson ci ha riportati indietro all’universo post-Nostromo con “Aliens: Defiance 9“.

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Non so se Brian Wood avesse preventivato sin dall’inizio così tanti numeri di questa testata – di solito la Dark Horse si mantiene sulle quattro uscite – ma gli ultimi episodi non è che abbiano brillato più di tanto: è abbastanza evidente un certo “allungamento di brodo” unito ad una apparente non chiara idea sulle motivazioni dei personaggi.
Per carità, siamo sempre a livelli di qualità altissima e ci troviamo di fronte ad un prodotto splendido, ma lo stesso non posso fare a meno di notare che la spettacolare frizzantezza dei primi numeri è ormai un lontano ricordo: il mio timore è che l’ottimo risultato dei primi numeri – appena raccolti in volume – abbia spinto la casa a non fermarsi, anche a costo di annacquare la storia.

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Così abbiamo Davis 1 che da almeno tre o quattro numeri non si capisce più che accidenti stia facendo: gira per la nave senza dire niente e fa cose senza dare alcuna motivazione. Cosa pensa? Ha cambiato idea sulla missione? Ha un altro piano nella sua mente di androide? Purtroppo non ci è dato saperlo.

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Zula torna di nuovo malata di schiena dopo vari numeri in cui sembrava stare bene, come se allo sceneggiatore servisse ora di ripescare un elemento di sceneggiatura quasi dimenticato.
Sono ancora tutti su Europa e qui scatta il domandone: ma nei primi numeri non si era detto che avrebbero girato di nave in nave, da una stazione orbitante all’altra, per evitare che la Compagnia mettesse le mani sugli alieni? Eppure non ricordo più da quanto tempo sono su Europa

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Intanto arrivano i pirati in giacca e maglione… Ok, siamo in tempi graficamente vicini al primo Alien quindi molto “annisettanteggianti”, però farci credere che i pirati spaziali girino con il passamontagna e i guanti senza neanche uno straccio di tuta spaziale… boh, mi sembra una cosa un po’ strana che non mi aspettavo in una serie come questa.
Comunque contro l’esercito di pirati che sbarca sulla stazione l’unica soluzione è aprire la porta della stanza dov’è tenuta prigioniera la Regina… e lasciare a lei il compito di massacrare tutti gli ospiti sgraditi.

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I disegni spettacolari di Tony Brescini sono da ammirare e la sua Regina furiosa è qualcosa che comunica una grande forza e spietatezza. Ma al di là di questo non posso non notare una carenza di smalto in questa testata.
Forse tirare così a lungo una storia in fondo semplice non è stata una scelta oculata. Questo non vuol dire che la Dark Horse debba abbandonare due ottimi personaggi come Zula e Davis 1, ma farli stare lì a non fare assolutamente nulla, mese dopo mese, mi sembra un destino peggiore.
I primi sei numeri di Aliens: Defiance, quelli raccolti in volume cartonato, sono molto buoni: visto che si è voluto allungare la saga fino a 12 numeri… be’, allora c’è bisogno di una trama aggiuntiva, non di temporeggiare numero dopo numero, in attesa di un finale magari scoppiettante!

L.

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3 pensieri su “Aliens – Defiance (2017) 9

    1. Sono interdetto, davvero, perché dopo l’ottima sorpresa dei primi numeri ora uno sguardo di insieme dà più l’idea di un vagabondare senza meta dello sceneggiatore, più che una saga di largo respiro.
      Per carità, parliamo sempre di alti livelli, però è come se fossero dei quadretti isolati messi insieme un po’ al volo: c’è lo scontro con i Colonial Marines, c’è l’asportazione del chestbuster, c’è lo scontro dei pirati… ma sono tutte idee che non sembrano amalgamarsi. E’ il “collante” che manca, mentre Davis 1 da motore della storia è diventato una comparsa che non si capisce cosa faccia…

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