Già ho raccontato le origini di Cimiteria, l’eroina resuscitata dal gobbo Quasimodo che ora le fa da servitore: un intreccio che mi sono divertito ad omaggiare nel mio ebook Anita Nera e relativo sequel.
Ho scovato questo numero 97 (agosto 1982) della testata della Edifumetto, dal titolo “La regina degli Unni“.

Nel numero precedente Cimiteria e David Livingstone – dallo sperma acido che corrode! – hanno trovato l’Arca di Noè sul monte Ararat.
Mentre cercano di portarsi via qualcuno dei suoi inestimabili tesori vengono raggiunti da un gruppo di violenti Unni, popolo che vive da millenni nascosto in quei luoghi e governato da una regina… sensibile al fascino di Cimiteria.

La regina però ha una terribile usanza: dopo essersi spupazzata gli stranieri li fa scuoiare vivi per confezionarsi abiti di pelle umana. Per fortuna la cella in cui i nostri eroi sono rinchiusi non può trattenerli a lungo: nottetempo Cimiteria fa eiaculare David sulla serratura così da corroderla!

La fuga dura poco e i due vengono riacciuffati. Per non svelare il loro segreto, Cimiteria afferma che sono riusciti ad evadere grazie all’aiuto del capo delle guardie: la regina le crede e fa scuoiare vivo l’uomo, scoprendo un piacere nel mostrare scene orrorifiche maggiore che quello nel ritrarre situazioni pruriginose.
Finito l’orrore, si può pensare anche un po’ al sesso.

La regina si spupazza i due prigionieri ma non sa che lo sperma di David la ucciderà, così l’amplesso con l’uomo è anche l’ultimo.

Morta la regina, Cimiteria e David provano a fuggire ma gli Unni sono troppi. All’improvviso un terremoto mette fine ad una realtà millenaria: gli Unni muoiono travoli, l’Arca di Noè sprofonda e tutto viene cancellato.
I nostri due eroi rimangono nudi sull’Ararat senza nulla in mano: un’avventura finita davvero a schifìo

Ormai il personaggio ha perso tutto di ciò che è stato in passato: preferisco di gran lunga la Cimiteria d’un tempo…

L.

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