Cover di Nick Robles

Nono numero di “Kong of Sull Island“. Ci guidano nel viaggio lo sceneggiatore James Asmus e il giovane disegnatore brasiliano Carlos Magno.

Allungare a dismisura questa saga non la consideravo una buona idea già qualche numero fa, ed ora vederla continuare in un mare di chiacchiere fa davvero un gran dispiacere.
La forza di questo fumetto era proprio quella di giocare sul senso di meraviglia che nasce dalle enormi proporzioni degli scimmioni, del vederli prima come animali da circo e poi assistere al loro ritorno alla natura, delusi dal comportamento degli infidi umani.
E, tra una chiacchiera e l’altra, un sacco di sganassoni scimmieschi!

Ora invece siamo a numeri interi, come questo, del tutto pieni di bla bla bla, nel vistoso tentativo di allungare il brodo ancora un altro po’ per sfruttare ogni giorno di notorietà del film omonimo (che in realtà mi sembra già dimenticato!)
Ormai secondo il canone dovremmo arrivare a 12 numeri, e sarà quindi una morte lenta e dolorosa, visto che già dal sesto numero lo sceneggiatore non ha più niente da dire…

Sapere quando fermarsi è un’arte sopraffina che le case statunitensi stanno perdendo sempre più…

L.

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