Cover di Danni Shinya Luo

In omaggio alla “nuova” X-23, nei cinema con il film Logan, è il momento di saperne di più su questo personaggio.

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Diventa difficile seguire la nostra eroina nel suo saltellare, balzellon balzelloni, da una testata Marvel all’altra, sempre come inutile tappezzeria. Ad un anno da che le è stato tagliato un braccio la troviamo finalmente abbandonare la X-Force, con relativa testata, ed affrontare il duro giudizio dei suoi amici all’Accademia Xavier sull’isola di Alcatraz: tutti sono delusi del fatto che la ragazza facesse parte di un gruppo segreto di assassini, non tenendo però conto che in pratica X-23 non ha ucciso una mazza di nessuno…

Nata in una prigione, X-23 torna in una prigione: l’Alcatraz degli X-Men

Chiusa l’imbarazzante parentesi “X-Force”, è tempo di una nuova stagione della testata “X-23”, che immagino stia a testimoniare l’apprezzamento del pubblico tanto da spingere la Casa delle Idee Confuse a dare un’altra testata personale al personaggio.

La giovane X-23 secondo Sana Takeda

“X-23” Volume 2 – ma non so perché gli archivi americani dicono Volume 3, saltando un numero – si apre con la nostra Laura che dismette la bella tuta gagliarda di X-Force e torna alle ridicole calze a rete, spacciandosi per un’adolescente che in realtà non è più. Ma va be’, dopo cinque anni di filata è la prima volta che il personaggio viene scritto da qualcuno che non siano i suoi creatori, e la povera Marjorie Liu si ritrova a dover gestire una situazione che dire ridicola è poco: Wolverine è diventato un diavolo e vuole… boh, che cacchio ne so cosa vuole, che qui non si capisce una mazza…

Meglio i flashback di Sana Takeda che tutta la saga!

Gli orripilanti (secondo me) disegni di Will Conrad rendono indigesta una serie in cui non si capisce nulla in ogni vignetta, un fiume di chiacchiere senza alcun significato che gettano la povera Laura nel calderone Marvel: ora che il personaggio è maturo, la si può trattare da schifo come tutti gli altri.
Il suo “primo amore” Satiro mi pare faccia una brutta fine ma non è chiaro, mentre l’unica figura paterna che abbia mai avuto – ma Wolverine vi sembra una figura paterna? – è diventato un diavolo e cerca di cosarla o fare robe che non ho capito.

Pronta a non capirci nulla

Insomma, il delirio più totale attraverso il quale sembra obbligatorio passare se un personaggio vuole essere promosso nell’Universo Caotico Marvel.
Aspetto saghe migliori…

Vi lascio più sotto con un capolavoro: la variant cover firmata dal nostro mitologico Gabriele Dell’Otto: goduria pura!

Scheda etrusca:

Sogno di morte (The Killing Dream, 1-3)
scritta da Marjorie Liu, disegnata da Will Conrad
“X-23” (v2 ma altri dicono v3) dal n. 1 (novembre 2010) al n. 3 (gennaio 2011)
in Italia: “Wolverine” dal n. 259 (agosto 2011) al 260 (settembre 2011)
Traduzione di Luca Scatasta

Capolavoro di Gabriele Dell’Otto

L.

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