Satanik 204 (1972) La vendetta della mummia

Cover di Magnus

Sta per arrivare in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

Dopo Kriminal, un altro celebre personaggio del nero a fumetti italiano ha affrontato il tema della mummia: sto parlando di Satanik, eroina più amata che letta.
Il numero 204 (15 novembre 1972) si intitola “La vendetta della mummia“, sempre targato Editoriale Corno.

Siamo a casa di Henry Puissak, uno degli uomini più ricchi di Las Vegas. Questi sa che la moglie Martha se la intende con Mickey Callaghan, direttore del locale museo egizio, ma non è questo il problema: non è il tradimento a dar fastidio al riccone, bensì il pensiero che i due stiano ordendo un piano per spillargli soldi!
Così Puissak ingaggia un investigatore privato per indagare sugli strani affari che la moglie e il direttore stanno portando avanti, e scopro che la moglie dell’investigatore privato Kriss…. è Satanik! (Anche se con il nome di Marny.) Me l’ero perso questo risvolto della trama…

Intanto, fra un tradimento e un pedinamento, Martha e il direttore hanno trafugato una mummia dal museo: la mummia di Ram-Set, che una leggenda dice possa tornare in vita se gli si inietta sangue di agnello.
I due amanti glielo iniettano e, nell’attesa di scoprire se sono vere le antiche leggende, pensano bene di uccidere Puissak, così che Martha si ritrovi libera e ricchissima. Un piano perfetto, ma…

Cambiando totalmente registro alla storia, da un classico noir di amanti fedifraghi si passa al classico horror “mummiesco”. La leggenda era vera e la mummia si sveglia, iniziando ad ammazzare gente a caso lungo la strada che la porta a casa prima del direttore del museo e poi di Martha, uccidendoli più che altro per lo spavento.
Visto che Satanik e Kriss stanno ancora indagando, si ritrovano d’un tratto sulla strada della mummia.

Mentre i due amanti sono morti con un soffio, i nostri protagonisti sono più coriacei e comincia una colluttazione mummiesca, malgrado l’essere sia palesemente indistruttibile.

Fuggita per l’arrivo della polizia, è sin da subito chiaro che non si tratti di una “vera” mummia ma del ricco Puissak, che si è finto morto per poi ordire la sua vendetta: facciamo però finta di non saperlo.
Intanto Satanik consulta la sua biblioteca dell’occulto per capire come affrontare la mummia di Ram-Set.

Per motivi misteriosi la storia non finisce, e l’albo successivo parla d’altro. Dovrei indagare… ma come Kriminal la delusione per la pochezza di questi fumetti considerati cult è tale che voglio sbrigarmi a dimenticare d’averli letti…

L.

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12 pensieri su “Satanik 204 (1972) La vendetta della mummia

  1. La copertina è molto più bella dei disegni interni, la mummia rigata (come le penne) non è proprio il massimo della resa visiva ecco. Considerato che manca anche il finale della storia, siamo ben oltre la fretta nella realizzazione 😉 Cheers

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    1. Posso capire che Magnus e Bunker sfornavano milioni di fumetti al giorno, ma la mia impressione è che questi personaggi storici forse sono un po’ sopravvalutati. O almeno si pensa a storie più curate e non a quelle buttate via così…

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      1. Penso anche io che vengano prese in considerazioni sempre le loro storie fatte con meno ansia da scadenza, Magnus in particolare era certosino, certe soluzioni sono chiaramente il frutto di troppe pagine da consegnare, in troppo poco tempo. Cheers!

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      2. Posso capire che il pubblico italiano ha l’attenzione di un pesce rosso, quindi bisognava sfornare più storie possibile prima che tutti dimenticassero la testata (come è rimasta per decenni). Però magari un pochino più di cura sarebbe stato meglio…

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  2. Altra “mummia” sprecata, tenendo conto tra l’altro che come antagonista reale avrebbe avuto senz’altro più senso qua in Satanik che non nella serie del “cugino” Kriminal…

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      1. Satanik era una sorta di “dottoressa” Jekyll, per via della pozione che la trasformava da Marny Bannister nel suo splendido lato “oscuro”: a maggior ragione qui, con questo suo ruolo ridimensionato all’eccesso, si è buttata via l’occasione di avere un albo memorabile che mettesse mito contro mito (Jekyll vs Mummia) per la gioia degli aficionados…

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