Tex 228-229 (1979) La piramide misteriosa

Cover di Galep

Sta per arrivare in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

Nella sua carriera quasi settantennale, anche il ranger più famoso d’Italia ha avuto occasione di vivere avventure ai confini della realtà. Mai così fantasiose come il suo fratello più giovane Zagor, ma comunque belle fantastiche.
Così il re del fumetto italiano, Tex Willer, nell’ottobre del 1979 si ritrova immerso nella magia egiziana, affiancato come sempre dal personaggio che sbuca fuori ogni volta la collana “Tex” si affaccia nel genere weird western: El Morisco, il curandero bianco. E purtroppo ai disegni c’è sempre lui, Guglielmo Letteri, che non ho mai amato sebbene sia stato per tutta la vita il secondo padre di Tex.
Nei numeri 227 e 228, dunque, appare la storia in due parti “La piramide misteriosa“.

Il “titolare” Gianluigi Bonelli ci porta a Pilares, dove il perfido Rakos all’interno della sua piramide ordisce terribili sortilegi egizi portando in vita i suoi ushebti, figurine risalenti appunto alla cultura dell’antico Egitto.
Ci vorranno 30 infinite pagine di chiacchiere ininterrotte per spiegare la presenza di Rakos lì, e del perché stia usando riti egizi. Ho già letto questo albo da ragazzo quindi non mi va assolutamente di sorbirmelo un’altra volta! Mi basta gustarmi il fatto che il mago mandi in giro per la notte un jaani, cioè un servitore-scimmia a cavallo d’un cane…

Tex e Kit ammazzano la scimmia in una vignetta e poi partono altre 80 pagine fitte fitte di testo. Ammazza quanto chiacchiera ‘sto Tex, mica me lo ricordavo! Mi sa che la sceneggiatura di questa storia occupava due pagine e dovevano allungarla fino a due interi numeri…

Rakos ha il corpo raggrinzito come una mummia e di giorno dorme in un sarcofago, svegliato poi dai pipistrelli. Mi sa che qui si sta facendo un minestrone di mostri…
Resosi conto di essere circondato da nemici – mediante noiosissime chiacchiere Tex ha convinto gli indiani del posto ad assaltare la piramide, stufi di sentire il ranger parlare! – l’oscuro sacerdote “attiva” tutti gli animali dell’arca di Noè contro i “buoni”…

Tutti ‘sti animali che fanno? Vanno a casa del Morisco e gliela distruggono. Tutto qua? E per buttar giù una catapecchia nel deserto c’era bisogno di fare ‘sto casino? Rakos poteva attivare un paio di muratori egizi…
Tornato a dormire nella bara, il sacerdote non sa che Tex ha un piano diabolico: con la potenza della sua infinita chiacchiera, a forza di parlare per pagine e pagine fa crollare la piramide, seppellendo Rakos. O forse no? (Se Mefisto ci ha insegnato qualcosa è che i maghi cattivi non muoiono mai.)

Un momento… e la mummia che stava in copertina? Non ci posso credere, ancora un’altra truffa! Ormai appena c’è un essere bendato sulla copertina di un fumetto penso subito a un classico “pacco” all’italiana…
Va bene che sono passati decenni da quando ero appassionato di Tex, ma davvero non lo ricordavo così insopportabile: possibile che io sia cambiato così tanto? Visto che in tempi più recenti il nostro ranger è tornato ad affrontare una mummia, scopriremo presto se è migliorato col tempo.

L.

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7 pensieri su “Tex 228-229 (1979) La piramide misteriosa

  1. Con la scimmia che cavalca un cane, hanno vinto il premio “Ogni tanto un po’ di tabacco dentro metticelo” di oggi 😀 Scherzi a parte, un bel minestrone di mostri usati alla rinfusa, le vere mummie sono i lettori, prosciugati dall’eterna chiacchiera di Tex, alla faccia del pistolero silenzioso 😉 Cheers!

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  2. La serie regolare di Tex l’ho abbandonata senza rimpianti parecchi anni fa… fermo restando il posto d’onore che si è conquistato nella storia del fumetto italiano, ho l’impressione che il suo essere considerato un mito “a prescindere” abbia progressivamente fatto passare sempre più in secondo piano la qualità delle storie (quella che qua e là si trova ancora in speciali e vecchi Texoni).

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    1. Ho amato per molti anni il personaggio e ricordo storie molto complesse e ben costruite. Ma poi il corpuscolo di storielle “riempitive” di qualità non eccelsa è andato sempre più aumentando. Ricordo ancora quando decisi di mollare tutto, davanti alla millesima scena identica con le stesse identiche battute ripetute…

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      1. Esattamente… come se, a un certo punto, si fosse deciso che il ranger ormai non aveva più niente da dimostrare a nessuno, permettendosi di vivere quasi soltanto di rendita. Stessa filosofia alla base di un più recente incontro con un’altra mummia (credo fosse una quindicina d’anni fa circa) che, sebbene fosse migliore di questo, rimaneva comunque tutto fuorché memorabile…

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      2. Ce l’ho in lista, e dopo un iniziale entusiasmo il pensiero della rilettura mi perplime assai. L’essere campione di vendite contro ogni logica forse ha fatto montare un po’ la testa a Bonelli buonanima, che negli editoriali era il primo a stupirsi di come un personaggio di quasi 70 anni, appartenente a un genere d’altri tempi, ancora fosse il fumetto più venduto d’Italia, con le sue infinite ristampe. E’ un fenomeno inspiegabile, soprattutto vista la qualità delle storie. Però è anche vero che visto che vende… perché cambiare?

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