È arrivato in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di scatenare un raffica di post a blog unificati: è il momento di parlare di mummie nell’immaginario collettivo!

Dopo vent’anni il ranger più famoso del fumetto italiano è tornato a sfiorare l’argomento egizio, e visto che la testata “Tex Willer” vive un successo ininterrotto da quasi 70 anni, non si possono contestare le politiche editoriali della Sergio Bonelli Editore, dato che a quanto pare funzionano.

Così ogni volta che anche solo si accenna a qualcosa di sovrannaturale bisogna per forza infilarci il personaggio di El Morisco, e ogni volta che c’è lui per forza bisogna chiamare a disegnarlo Guglielmo Letteri, il secondo papà grafico di Tex dopo Galep. Visto che il disegnatore romano è morto nel 2006, chi disegnerà ora El Morisco? Lo ignoro, visto che mi tengo sempre a debita distanza da un fumetto che ho molto amato ma che non sopporto più.

Per esempio trovo intollerabile il fatto che il 95% di ogni storia di Tex sia fatta di lunghe e noiosissime chiacchiere: pagine, pagine, pagine e pagine di chiacchiericcio… ma come facevo a sopportarle da ragazzo?
Non stupisce dunque che questa storia dura quasi tre albi interi: se si togliessero le inutili chiacchiere, non durerebbe neanche 10 pagine…

In mezzo a un mare di parole in libertà, scopriamo brani della vita del giovane Morisco, che s’è innamorato di una donna che… ammazza che noia!
Neanche una sola vignetta riesce a farmi mantenere l’attenzione: ma come ho fatto ad amare questa noia mortale per così tanti anni?

Sono figlio di un texiano ed ho molto amato il personaggio, quand’ero ragazzo (diciamo fra i 14 e i 19 anni), ma onestamente ora non trovo nulla da salvare di queste storie mortalmene noiose, fatte solo di bla bla bla.

L.

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