Cover di Doug Wheatley

Terzo strepitoso numero di “Predator: Hunters“, scritto da un mostro sacro come Chris Warner e disegnato da Francisco Ruiz Velasco.

Kehua Island, il tempo è arrivato

Kehua Island, i predatori arrivano… e sono umani.
Il nostro team di sopravvissuti ingaggia un manipolo di mercenari – lo immagino, perché non viene ben specificato chi sia quella gente – per un unico motivo: serve carne da macello…

Sembrano soldati, ma sono solo comparse destinate al massacro

D’improvviso la qualità della storia, finora altissima, si abbassa parecchio. Dopo una lunga e inutile chiacchierata con gli indigeni dell’isola vicina – ma che c’entra? Spero che avrà un senso più avanti e che non sia un semplice allungamento di brodo – si va tutti sull’isola mentre uno dei mercenari prende in giro Nakai perché… boh, così, senza motivo.

Bei disegni, pessimi dialoghi

Ho capito che serviva rendere antipatici i mercenari, così il lettore non si dispiace quando il Predatore li fa fuori, ma mi sembra un mezzuccio dozzinale che si poteva benissimo evitare.

Comincia il macello…

Malgrado tutta la tecnologia e la preparazione, i nostri eroi al momento dell’azione si comportano stupidamente come qualsiasi film visto finora: era lecito aspettarsi un po’ di più dal fumetto.
L’unica differenza tra loro e gli uomini di Dutch del film del 1987 è che loro hanno tute termiche che li rendono invisibili… ma anche no, visto che il Predator se li pappa senza problemi.

Una vittoria solo momentanea

Riusciti ad avere la meglio su un guerriero per superiorità di fuoco – e perché è un Predator “primitivo”, cioè con solo armi bianche – la storia sembra finita, ma tranquilli: il colpo di scena è che in realtà sull’isola ci sono quattro guerrieri in totale… quindi ne mancano ancora tre!

La caccia è solo all’inizio

Belli dinamici i disegni e l’albo si gusta con piacere, ma spero che le situazioni banali da filmetto di genere spariscano nei prossimi numeri…

L.

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