La Editrice Squalo porta nelle edicole italiane, nell’agosto 1988, una nuova testata: “Top Model“. Probabilmente è un’abile mossa di marketing per sfruttare l’eco del “caldissimo” film omonimo di Joe D’Amato, nei cinema italiani dall’aprile precedente. (Il trailer del quale fu il tormento e l’estasi della mia adolescenza…)
Un mese dopo, novembre, esce in sala Sotto il vestito niente II di Dario Piana.

In questo primo numero, “Peccati di moda“, presenta Sharon Hall, «indossatrice, fotomodella, il volto e il corpo più richiesti dai più celebri stilisti e dai più famosi fotografi d’alta moda. La top model più pagata del mondo, la femmina più desiderata, la donna più invidiata.» Me’ coglioni, oserei aggiungere.

La storia comincia subito senza alcuna voglia di costruire una base per il personaggio, limitandosi a buttare in scena gli argomenti “caldi” quasi slegati fra di loro. Sesso disinibito – all’80% omosessuale – intrighi nel mondo della moda, corruzione, violenza, tutto gettato alla rinfusa senza preoccuparsi di creare dei personaggi. È una rassegna di vignette a tinte forti senza quasi alcun senso.

I disegni sono molto belli ed è probabile che l’autore sia noto: in quest’ultima vignetta c’è una sua sigla, se qualcuno la riconoscesse mi faccia sapere.

L.

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