[Fumetti Erotici] Storie Blu Special 37 – Cyborg (1989)

Visto che sono ricominciate le avventure a fumetti di Robocop, mi sembra il momento perfetto per rispolverare questo speciale n. 37 (Anno VII, settembre 1989) della testata “Storie Blu” (Ediperiodici), dal titolo più che eloquente: “Cyborg“.
L’illustratore di copertina mi sembra non faccia nulla per nascondere gli evidenti richiami al protagonista del film di Paul Verhoeven, che da un paio d’anni aveva conquistato le sale italiane. Sottolineo che la copertina è un trucco e all’interno la grafica del protagonista robotico non ha nulla a che vedere con Robocop.

Siamo nella periferia di Phoenix, Arizona, nel moderno laboratorio del Nayfack Institute dove il professor Rudley sta rispondendo a domande sensazionalistiche di una giornalista: sono vere quelle voci secondo cui in quei laboratori si sta studiando… come riportare in vita i morti?

Con mia grande sorpresa scopro che l’ignoto autore della sceneggiatura ci tiene a specificare qualcosa che ormai sembra ignoto alla narrativa popolare: la differenza cioè fra robot e cyborg. Un robot dovrebbe avere un cervello elettronico per farlo funzionare, spiega il professore, mentre l’essere meccanico da lui costruito ha bisogno di un cervello umano. Perché appunto un cyborg è un “organismo cibernetico”, cioè un umano con innesti artificiali. (Ecco perché, aggiungo io, Terminator è un robot mentre Robocop è un cyborg, malgrado gli stessi autori di questi personaggi spesso abbiano dimenticato la differenza.)

Come prima cavia si è scelto l’amato filantropo Chester Harrison, morto meno di un mese prima. Dopo questa notizia data alla TV, la prostituta Zelda Bloss corre all’istituto: ha scottanti rivelazioni sul tanto lodato Harrison… come per esempio che è meno filantropo di quel che si pensa!
Intanto il professor Rudley porta a termine con successo l’esperimento…

… ed è subito chiaro che Harrison sta fuori di capoccia! E non aiuta la situazione scoprire che la sua passione per lo stupro è inibita… dall’assenza di qualsiasi apparato genitale.

Risolto in fretta questo problema, con l’applicazione di una protesi metallica, inizia una terribile storia di violenze sadiche che credo pensata per un pubblico particolare, dato l’alto livello di violenza esplicita. L’Harrison-cyborg infatti comincia a stuprare senza sosta ogni donna che incontra, torturandola e massacrandola in ogni modo, avventandosi principalmente sull’apparato genitale. Va bene che questi fumetti andavano a briglia sciolta, mi è sembrata una storia di pessimo gusto e davvero troppo esagerata. Spero sia piaciuta almeno ai sadici dell’epoca…

L.

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7 commenti

    • Ignoravo che questa testata fosse dedicata a torture e sadismi vari: davvero è incredibile la qualità di gusti che trovava soddisfazione nelle edicole anni Ottanta! Pura fantascienza, a pensarci oggi…

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    • Sicuramente è un fumetto pensato per chi ama il sadismo spinto, non essendo io fra questi mi è sembrato un esagerato catalogo di pratiche nefande. Una cosa è un film splatter, un’altra il sesso splatter, almeno per me: una testa mozzata non mi dà alcun disgusto, al contrario di un capezzolo strappato…
      Visto che è una testata durata anni, probbailmente avrà saputo conquistarsi la sua fetta di pubblico.

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      • Pubblico composto da lettori che poi, negli anni a venire, probabilmente avranno pure negato di averne fatto parte… una testata a dir poco pessima, davvero.

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