Wolverine e gli X-Men: Alpha e Omega (2012)

Cover di Mark Brooks

Continua il mio viaggio alla scoperta delle sceneggiature di Brian Wood: stavolta tocca al volumetto Wolverine e gli X-Men: Alpha e Omega (Marvel Universe 12, dicembre 2012) che racchiude la miniserie omonima disegnata da Roland Boschi e Mark Brooks, con la traduzione italiana di Paolo Antonio Livorati.

Wolverine è il preside della Jean Grey School for Higher Learning ma c’è un problema con un allievo, Quentin Quire, appassionato di psicoguerra. Questi decide di costruire nella propria mente una “struttura”, un mondo artificiale in cui imprigionare Wolverine e Hisako Ichiki, detta Corazza. I due nel mondo reale diventano privi di conoscenza e si ritrovano catapultati nel mondo finto, privi di memoria e costretti a combattere contro nemici sconosciuti.

Il gioco prende la mano di Quire e il mondo diventa terribilmente reale, spingendolo ad entrarvi lui stesso per cercare di risolvere una situazione fuori controllo: il corpo di Wolverine, trasformato in Berserker, si sta aggirando per la scuola pronto a distruggere il corpo di Quire. La soluzione dovrà giungere alla svelta…

Storia carina e sceneggiatura simpatica, ma davvero Wood ha le mani legate, dovendo sottostare alle pastoglie Marvel. Sei numeri volano in un lampo e non lasciano niente, sebbene sia stata comunque una lettura piacevole. Ah, ovviamente la tipica inconcludenza Marvel si fa sentire potente…

L.

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11 commenti

  1. Verissimo, mani legate è l’espressione giusta, dai che idea è quella della Marvel di trasformare Wolverine nel preside della scuola? Proprio lui? Se non lo rendi un preside in stile Belushi in “The Principal”, puoi anche uccidere il personaggio. Cosa che poi la Marvel ha in effetti fatto, per fortuna Wood era già scappato verso altri lidi. Cheers!

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    • Ogni tanto inseguendo qualche autore finisco in casa Marvel, e sono sempre contento quando ne esco subito 😛
      Di sicuro si voleva giocare con un altro “what if…”, con un Wolverine “diverso” che si ritrovasse altrove, ma tutto il carrozzone costruito per portarcelo è stato un po’ esagerato…

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  2. Nel 2012 ero già de-supertutinizzato da parecchio tempo, quindi questo lavoro di Wood me lo sono perso completamente. Non mi stupisce vedere come il suo talento sia comunque riuscito ad emergere anche qui, almeno in parte… così come non sono stupito del fatto che questa parte sia bastata a mettere in allarme la Marvel, che ha provveduto all’istante a tirare il freno a mano 😉

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    • Visto che il mondo DC/Marvel è in fondo una grande soap opera, dove non esistono storie singole ma in generale è tutto legato e tutto ha “conseguenze”, mi chiedo come possa un autore contribuire ad una storia che però oltre alle normali direttive dei personaggi ha anche molti limiti, perché avrà conseguenze in futuro. Quindi alla fine cosa rimane del contributo di un autore in una storia di questo universo? Non può modificare il passato e dovrà consultarsi con altri autori per il futuro… Da una parte in queste condizioni bisogna essere bravissimi e quindi esce fuori il talento, ma dall’altra è davvero difficile che un autore possa lasciare la propria impronta, se così si può dire.
      Che tu sappia, la Marvel fa riunioni fiume per decidere presente e futuro dei personaggi e coordinare l’esercito di personaggi e relativi autori? Più che un talento narrativo, riconosco alla casa un grande talento organizzativo…
      Parlando molto più in piccolo, c’è molta differenza fra il ciclo “Fire and Stone” e “Life and Death” di Aliens: il primo ha dovuto coordinare quattro o più autori, il secondo vede il solo Abnett andare da solo. Il primo è pù intricato, con maggiori “sorprese” che si rimbalzano di numero in numero ma totalmente inintelligibile non letto per intero e nell’esatto ordine di uscita dei singoli albi. Il secondo è invece una gustosissima e semplice (nel senso buono) storia aliena con zip zip e bang bang. Sono due piaceri diversi, ma credo sia evidente la differenza di organizzazione alla base.

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      • Su questo non ci piove, assolutamente… è che secondo me alla Marvel il talento organizzativo ha ormai soppiantato alla grande -e da tempo- quello narrativo (in questa sede mi limito al fumetto, che il MCU è cosa totalmente altra fin dagli inizi): sottoposti gli autori a vincoli palesemente sempre più “castranti” nei loro confronti, quello che rimane è un serbatoio contenente spesso buoni/ottimi disegnatori (italiani compresi) che però devono rivolgersi altrove per essere ANCHE al servizio di storie davvero degne.
        P.S: Dan Abnett fece un lavoro eccellente proprio alla Marvel fra il ’97 e il ’98 con la serie “Star Trek: Early Voyages”, incentrata sulle avventure del capitano Christopher Pike, (pubblicate – non ho ancora verificato se integralmente- pure da noi sulla collana di volumi della Gazzetta)… non che ai tempi si mostrasse tanto più rispetto di oggi nei confronti di autori in gamba quando trattavano qualcosa di diverso dai supereroi, visto come venne interrotto il tutto prima del tempo 😦

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      • Ecco, il rischio mi sembra quello: un enorme planning ben oliato, un’organizzazione millimetrifa fra testate, speciali annuali, fuori collana e via dicendo, con una “storiona” ogni anno – Assedio, Civil War, ecc. – e insomma un grande foglio Excel… ma che rimane del fumetto?
        Per carità, funziona perché in milioni seguono attentamente le uscite, ma siamo sicuri che tutti comprino tutto? Ad ogni film che esce, quando cioè tutti si dicono fan da sempre della DC/Marvel, poi escono domande tipo “Ma chi è Harley Quinn?” Nel 2003 tutti quelli che conoscevo sono caduti dalle nuvole nello scoprire che Daredevil era tratto da un fumetto, e quando è uscita la serie Netflix sono tutti caduti dalle nuvole quando ho ricordato che nel 2003 era stato un film dallo stesso personaggio. Però tutti sono concordi che adorano la Marvel 😀
        Insomma, a parte l’entusiasmo ciarliero, non so se gli espertoni – quelli che mi trattano male quando nei commenti dico che è un lavoro ingrato leggersi dieci testate diverse per sapere cosa succeda ad un personaggio che si sta seguendo! – poi alla fine fanno davvero quello che predicano, se cioè leggono TUTTE le mille testate DC/Marvel. Se ne leggono anche solo la metà, allora sono ipocriti e il sistema “planning” non ha davvero valore…
        AH, e prima o poi dovrò iniziare a spulciare l’universo a fumetti di Star Trek – che è come dire “voglio iniziare a contare i granelli di sabbia sulla spiaggia”! – anche se ho da parte quello del Planet of the Apes che mi aspetta da tempo…

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  3. Marvel e DC: chi le adora incondizionatamente poi almeno lo legge quello che producono? O almeno conosce bene i rispettivi CU e relative serie tv? No, perché il dare così facilmente per “dispersi” Daredevil o Harley Quinn (e non solo loro) qualche legittimo dubbio in effetti lo fa venire 😛
    Riguardo a Star Trek, l’immagine della spiaggia rende perfettamente l’idea… infatti, grazie ai volumoni della Gazzetta mi sono reso conto di quanti granelli manchino all’appello (e quanti ancora ne mancheranno perché se mai decidessero di riprendere le pubblicazioni della collana questa, per essere completata, prevederebbe l’uscita di un’altra quarantina di volumi) 😉

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    • Senza contare le serie attive, legate alle varie serie TV o al nuovo CU come “Boldly Go”, e senza contare le contaminazioni per cui la IDW sta facendo incontrare i personaggi di Star Trek con tutti i suoi altri franchise: dai Transformers ai Ghostbusters! Temo che i tradizionalisti fan italiani non amerebbero questo genere di contaminazione 😀
      In italiano temo di essere rimasto alle pubblicazioni PlayPress dei primi ’90, che però se la memoria non mi inganna erano solo le novelization di qualche film. (L’unico che ricordo è Star Trek V.) Quindi in realtà credo di non aver mai letto una storia a fumetti originale di questo universo, ma prima o poi farò anche quest’esperienza!

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      • Le pubblicazioni PlayPress primi ’90 erano sia novelization che avventure inedite (bella forza, visto che qui era TUTTO inedito) di Star Trek TOS -ambientata però solo nell’arco temporale successivo a L’Ira di Khan, se non ricordo male- e di TNG, recuperate parzialmente proprio nell’ottima collana della Gazzetta. Spero che questa un giorno le riprenda davvero le pubblicazioni, così il recupero sarebbe completo…
        Riguardo alle contaminazioni provo sempre una certa diffidenza: ho sempre paura di trovarmi davanti a piacevolezze stile Aliens & Predator vs Superman/Green Lantern/Witchblade ecc.ecc. 😉

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      • Purtroppo è la condanna dei versus: quando si mettono insieme due universi impegnativi servirebbe o due bravi autori o un autore doppiamente bravo. E già trovarne uno semplicemente bravo è un’impresa…
        Però l’idea dell’equipaggio di Star Trek (dei film di Abrahms) che deve vedersela con i Transformers mi fa simpatia a prescindere 😀

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